L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha aggiornato il conto dei morti causati dall’epidemia di Ebola che sta flagellando Sierra Leone, Liberia, Guinea e Nigeria: siamo arrivati ai 1.145 morti. L’Oms sta cercando di coordinare il lavoro dei singoli stati e delle istituzioni internazionali. Ovviamente non si tratta di un lavoro a breve o brevissimo termine.

Quanto ci vorrà affinché l’epidemia sia finalmente sotto controllo? L’Oms non fa previsioni mentre secondo il presidente di Medici senza frontiere, Joanne Liu, “ci vorranno circa sei mesi per contenere l’epidemia di Ebola nell’Africa occidentale» e una leadership più forte da parte dell’Oms” perché “la situazione si deteriora più velocemente della nostra capacità di fronteggiarla“. La Liu, dopo un viaggio di una decina di giorni nel cuore dell’epidemia, ha osservato anche che “se non stabilizziamo la Liberia non stabilizzeremo mai l’intera area“. Per questo vede con favore l’invio di un maggior numero di esperti nelle aree colpite.

Tra i problemi da affrontare c’è anche quello del cibo nelle zone in quarantena. E per questo si fa ricorso al World Food Programme per dare da mangiare ad un milione di persone. Un altro aspetto è rappresentato dalle protezioni da dare agli esperti che operano sul campo.

Intanto la Korean Air Lines ha sospeso i voli da e verso il Kenya, perché l’Oms lo considera un paese “ad alto rischio” – anche se non sono noti casi di contagio. L’Organizzazione mondiale della sanità con un tweet ha mostrato delusione per questa scelta perché è “difficile salvare vite se noi e altri operatori sanitari non riusciamo a raggiungere” i Paesi colpiti. L’Oms ha raccontato una cosa che interessa tutto il genere umano: l’Ebola si differenzia da altre malattie come la tubercolosi e l’influenza: “i viaggi aerei non rappresentano un alto rischio” di contagio perché il virus si trasmette solo attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di un malato. Per questo non è stata fissata alcune restrizione ai viaggi ed al commercio.

Niente Giochi Olimpici Giovanili Estivi – quelli di Nanchino 2014 – per gli atleti che vengono dai paesi più colpiti dall’epidemia. La decisione è arrivata dal Comitato olimpico internazionale, che è stato preceduto ieri dall’annuncio dei comitati di Sierra Leone e Nigeria. Come racconta il dirigente della spedizione nigeriana Gbenga ElegbeleyeI nostri atleti sono stati allontanati dagli altri, e isolati. Successivamente è stato impedito loro di allenarsi“.

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