Dopo l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sull’ampiezza della diffusione del virus ebola definita “significativamente sottovalutata” dato che l’epidemia “continua ad espandersi in Africa occidentale”, il Kenya ha imposto il divieto di ingresso sul suo territorio a viaggiatori provenienti da Guinea, Liberia e Sierra Leone, i tre Paesi dell’Africa Occidentale maggiormente colpiti dall’epidemia di febbre emorragica dovuta al virus Ebola.

Il ministro della Salute, James Macharia, ha spiegato che i passeggeri provenienti da questi paesi, anche via mare, non potranno entrare in Kenya. “Il bando esclude professionisti sanitari impegnati negli sforzi per contenere l’epidemia e cittadini del Kenya che ritornano in patria”, ha spiegato il ministro keniota, “Queste persone verranno tuttavia esaminate attentamente e sottoposte a quarantena se necessario”. Al momento vi sono stati cinque casi sospetti di ebola in Kenya, ma sono risultati tutti negativi ai test per la presenza del virus.

Secondo quanto rilevato dal personale dell’organizzazione impegnato nelle aree epidemiche sarebbero oltre 1000 i morti per l’ebola, un comunicato diffuso a Ginevra dall’OMS recita: “Ci attendiamo che l’epidemia durerà ancora ed il piano di risposta all’emergenza dell’Oms proseguirà nei prossimi mesi.”

L’allarme è stato lanciato anche da Medici senza frontiere (Msf), secondo cui l’epidemia di Ebola “si espande” in Africa occidentale, dove le infrastrutture sono “al collasso”, e “la situazione si deteriora più velocemente della nostra capacità di farvi fronte”.

Per contrastare il virus ebola esistono farmaci sperimentali ma non ancora testati sull’uomo.

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