La fobia del virus ebola inizia a far paura ancor più del virus, che per il momento è rimasto circoscritto ad alcuni Paesi africani. Resta comunque altissima l’attenzione internazionale. Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno già avuto a che fare con un paio di casi: il medico volontario Kent Brantly è attualmente ricoverato in isolamento per aver contratto l’ebola in Africa; è invece risultata negativa un’infermiera, Nancy Writebol, che recentemente era stata in Africa occidentale.

Oggi si riunisce anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Oms, che a Ginevra discuterà sulla possibilità di inserire la malattia nella lista delle emergenze di salute pubblica a livello internazionale, una soluzione adottata recentemente per la polio e presa nel 2009, quando scoppiò la pandemia dell’influenza A (la cosiddetta ” febbre suina”). Qualora il Comitato dovesse ritenere giustificata l’adozione di tale provvedimento, saranno raccomandate misure aggiuntive per ridurre i rischi di diffusione del virus.

Nel frattempo, alcuni Paesi hanno già preso precauzioni. La British Airways, ad esempio, ha deciso la sospensione dei voli per Liberia e Sierra Leone fino al 31 agosto prossimo. In Italia, invece, il Ministro Lorenzin ha invitato tutti alla calma e ha rassicurato sul fatto che in Occidente è estremamente difficile che il virus possa arrivare e che comunque l’attenzione resta alta. La Farnesina ha comunque diffuso alcuni consigli pratici per i connazionali che si trovano nei Paesi africani colpiti dall’emergenza. E’ possibile trovare tutti i dettagli sul sito Viaggiaresicuri.it

photo credit: EU Humanitarian Aid and Civil Protection via photopin cc