L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è mossa in moto contro la diffusione del virus Zika che sta impazzando sopratutto in America del Nord e del Sud, mettendo nel contempo in crisi i viaggi intercontinentali, e ha dichiarato lo stato di emergenza internazionale.

L’invito dell’ente è rivolto a tutti i Paesi affinché facciano quanto in loro potere per evitare il contagio. Come noto, il virus Zika, che si trasmette principalmente attraverso il morso delle zanzare, non è molto pericoloso nella maggior parte dei casi, dando luogo a sintomi come febbre e sfoghi cutanei.

Tuttavia gli esperti temono che nel caso di contagio di donne incinte il feto possa andare incontro a malformazioni, quali la microcefalia, come per esempio sembra essere attestato in Brasile, dove i numeri di contagi sarebbe altissimo, tra i 500mila e il milione e mezzo: si parla di circa 4mila occorrenze di danni ai feti a partire dallo scorso ottobre, per quanto solo qualche centinaia sia stata effettivamente verificata dal Ministero della Salute.

Per quanto non possano ancora essere chieste misure come la limitazione nei settori dei trasporti a lungo percorrenza o del commercio, il direttore generale dell’OMS Margaret Chan ha parlato di un timore piuttosto fondato riguardo alla relazione tra il virus Zika e i casi di anomalie neurologiche, arrivando ad affermare che “i casi riscontrati in America Latina e quelli simili rilevati in Polinesia nel 2014 costituiscono un’emergenza sanitaria pubblica di rilievo internazionale”.

Il consiglio per le donne in stato di gravidanza che non possono evitare di viaggiare nei luoghi di maggiore diffusione del virus – Centro e Sud America – è di chiedere al proprio medico le informazioni basilari per difendersi dal morso delle zanzare.

Il ricorso allo stato di emergenza internazionale è diventato sempre più frequente negli ultimi, per quanto non si possa paragonare per pericolosità lo Zika alle pandemia di influenza suina, la poliomelite o l’ebola.

Lo Zika è parte di un ceppo in cui sono presenti anche la dengue e la febbre gialla, trasmesse dalla zanzare comuni Aedes. Nonostante l’emergenza sia del tutto recente il virus è già conosciuto da tempo e sono in effetti in corso ricerche per sintetizzare un vaccino, che potrebbero essere velocizzate proprio grazie alla dichiarazione dell’OMS e al suo appello alla coordinazione e alla raccolta di fondi.