“È vero che noi siamo un popolo anche stolto, ma ho la sensazione che di persone amabili sia piena l’Italia”.

Parla così ad Adnkronos il regista Paolo Virzì che al momento è al cinema con il suo nuovo film ‘Tutti i santi giorni’ che racconta una storia semplice fatta di sentimenti veri.

Ed è su questa strada che Virzì preferisce lavorare, piuttosto che sul “clima di potere di questi ultimi anni” verso il quale dichiara di avere “una certa nausea, stanchezza, ripulsa”.

“Ho voglia, piuttosto, di dare il palcoscenico ad altre persone”, spiega.

E queste persone sono quelle di tutti i giorni, quello che vive la vita reale, come quella dei suoi protagonisti.

“Mi sono sentito chiedere se esista nella realtà un portiere d’albergo così colto, civile, fine come quello del mio film. Beh, a me è capitato di conoscere tassisti o baristi che siano persone di cultura”, dichiara lo stesso regista che preferisce non pensare che gli italiani siano tutti Fiorito, come aveva scritto in suo articolo Michele Serra.

E a questo proposito afferma “Fiorito ha goduto di visibilità a scapito di tante persone che pagano il biglietto dell’autobus, che fanno la raccolta differenziata, che non parcheggiano in doppia fila”.