Vita di Pi  (titolo originale: Life of Pi) è un romanzo dello scrittore canadese Yann Martel, vincitore del prestigioso premio letterario Booker Prize nel 2002.

Protagonista della storia è Piscine Molitor Patel, un ragazzo indiano di sedici anni, sopravvissuto per 227 giorni nell’Oceano Pacifico, a seguito del naufragio della nave mercantile su cui viaggiava con tutta la famiglia e gli animali dello zoo che il padre dirige.

Ritrovatosi orfano e disperso in mezzo all’oceano, Pi divide la sua scialuppa con quattro insoliti compagni: una zebra, un orango, una iena e una tigre. La mancanza di cibo porterà tuttavia gli animali a predarsi tra loro, finché non resterà solo Richard Parker, una tigre del Bengala di oltre duecento chili. Per evitare di venire anche lui sbranato dal compagno di viaggio, la missione quotidiana di Pi diviene dunque quella di procurare da mangiare per sé e Richard Parker, che naturalmente teme, ma al quale si sente anche legato da uno strano sentimento.

Il loro sarà un viaggio straordinario e terribile, ironico e violento, realistico e allegorico; un viaggio che trascina il lettore fino all’ultima pagina, dove un finale a sorpresa ribalta tutto ciò che aveva creduto di sapere.

Un libro ben scritto, dove convivono avventura, fantasia e riflessioni ispirate. Un romanzo che appassiona coinvolge, restando indelebile nella memoria del lettore, che si ritrova inevitabilmente a patire e combattere assieme a Pi per la sua sopravvivenza, un ragazzino coraggioso, intelligente e caparbio, armato di una incrollabile speranza, che ci mostrerà la bellezza della fede e quanto questa possa fare la differenza anche nella vita reale; un ragazzino che si aggrappa con tutte le sue forze alla vita e alla sfida con l’enorme felino con cui condividerà otto metri di scialuppa per oltre sette mesi. “Voglio dire due parole sulla paura. È lei l’unico vero avversario – ci insegna il giovane Pi -. Solo la paura può sconfiggere la vita. È un’avversaria intelligente e perfida, io lo so bene. Non ha dignità, non rispetta leggi né regole, non ha pietà.

Un’incredibile epopea dalla quale, nel 2012, è stato tratto l’omonimo film, per la regia di Ang Lee.