Scontro aperto in Senato in merito al tema dei vitalizi ai condannati. Un provvedimento a riguardo è infatti sottoposto a esame in queste ore dagli Uffici di Presidenza di Camera e Senato dopo che ieri Laura Boldrini e Pietro Grasso avevano fatto sapere di voler arrivare una decisione definitiva.

Il provvedimento, che è stato supporto anche da 500mila firme portate dalle associazioni Libera e Gruppo Abele, prevederebbe la revoca immediata e definitiva dei vitalizi per tutti i parlamentari condannati per reati gravi.

Secondo i due Presidenti citati per operare una tale soluzione non sarebbe necessaria l’approvazione di una legge, ma varie forze parlamentarie hanno avanzato dubbi a riguardo in caso di eventuali ricorsi dei condannati. Al Senato la discussione si è infervorata nel momento in cui il senatore Ugo Sposetti del Pd ha messo in guardia contro lo spettro dell’antipolitica e ha parlato di decisione non di competenza degli Uffici di presidenza.

Anche Cicchitto del Ncd ha parlato di violazione di diritti costituzionali e della necessità di una legge a hoc, mentre Forza Italia ha parlato genericamente di un “un boomerang clamoroso per il Parlamento e per i cittadini“.

Veemente la reazione del Movimento 5 Stelle, i cui rappresentanti Laura Bottici, Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino, stanno incontrando Grasso per bloccare la bozza di delibera, strutturata su un precedente incontro con il Pd.

Una proposta “al ribasso”, così è stata definita, in quanto agirebbe solo su un ristretto gruppo di ex parlamentari, come si legge nel comunicato stampa dei 5 Stelle: “Non ha senso che un cittadino non può essere eleggibile, in applicazione della legge Severino, se ha riportato una determinata condanna mentre se la stessa condanna la riceve mentre è parlamentare gli spetta pure il vitalizio. Nell’incontro col presidente del Senato si chiederà di intervenire per: includere nelle cause di abolizione del vitalizio anche chi è stato condannato per reati punibili con un massimo di pena di 4 anni come previsto nella bozza originaria di delibera Bottici-Grasso (e non 6), oltre che per abuso d’ufficio; escludere la riabilitazione come causa di ripristino del vitalizio; escludere la reversibilità del vitalizio in caso di decesso“.

Drastica invece la posizione della Lega, che ha avanzato la proposta dell’abolizione di vitalizi e pensioni per tutti i parlamentari, anche quelli con la fedina penale pulita.