Un altro pregio italiano entra a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. E la sorpresa non è tanto per l’ennesimo primato dello Stivale su questo fronte, ma per l’inaugurazione di un nuovo trend: dopo monumenti e siti storici, per la prima volta viene riconosciuta una pratica agricola. Quella della coltivazione della vite d’uva Zibibbo di Pantelleria, da cui nasce un vino unico e apprezzato in tutto il mondo.

La vite ha non solo una conformazione particolare, poiché cresce ad alberello, ma anche una storia unica. Pare sia stata introdotta in zona dai Fenici, che ne avrebbero poi avviato una coltivazione che rimane pressoché identica ancora oggi: le viti si sviluppano infatti sui terrazzamenti arabi di cui l’isola è ricca, mentre la raccolta e la pigiatura non ha eguali altrove. Si attende infatti che l’uva sia estremamente matura, quindi i grappoli vengono fatti asciugare al sole su speciali tavole in legno. Questo ne garantisce un sapore dolce, dalla consistenza liquorosa, un prodotto unico e identificativo della cultura siciliana.

Da Parigi, dove si riunisce il comitato Unesco per la scelta dei prodotti culturali da trasformare in patrimoni dell’umanità, spiegano come il voto sia stato all’unanimità. Un voto che ha destato un certo entusiasmo, poiché «nessun Paese, prima dell’Italia, è mai riuscito ad iscrivere nella lista una pratica agricola». Così come spiega Pier Luigi Petrillo, l’autore del dossier per la candidatura, i giochi si sono decisi all’ultimo momento. Ma il fascino di questo prodotto vinicolo esemplare, fortunatamente, ha convinto ogni membro dei 161 stati chiamati al giudizio.

«È la prima volta che una pratica agricola consegue questo autorevole riconoscimento», aggiunge il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, «la notizia mi riempie di orgoglio e di soddisfazione. Questa iscrizione rappresenta una svolta a livello internazionale, poiché finalmente anche i valori connessi all’agricoltura e al patrimonio rurale sono riconosciuti come parte integrante del più vasto patrimonio culturale dei popoli». E chissà che questa svolta non porti presto alla candidatura di altri prodotti enogastronomici, a partire dall’iconica pizza.

Fonte: Corriere della Sera

Immagine: View of zibibbo Plantation in Pantelleria via Shutterstock