Qualche giorno fa Papa Francesco è ritornato a parlare dell’emergenza migranti parlando a braccio in occasione del centenario dalla fondazione del Movimento Eucaristico Giovanile. Come al solito non ha usato mezzi termini sul tema: per il pontefice respingere i migranti che arrivano dal mare è “un atto di guerra“, di “violenza” ed equivale ad “uccidere“.

Il pontefice in particolare si riferiva “a quei fratelli nostri dei Rohinja” – una delle minoranze più perseguitate al mondo che vivono tra Bangladesh, Birmania e Myanmar, ma come al solito le sue parole sono diventate l’occasione per parlare dei problemi di casa nostra. Per Matteo Salvini “Con tutto il dovuto rispetto per Papa Francesco, respingere i clandestini non è un crimine ma, anzi, un dovere di qualunque buon amministratore, cattolico o no“.

La reazione più forte sul tema è stata quella di Vittorio Feltri che ha dedicato al tema un editoriale sul Giornale. Secondo il giornalista “da 15 anni, forse 20, soccorriamo migliaia di sfigati in procinto di annegare, li portiamo qui, li rifocilliamo, li ospitiamo come meglio possiamo in alberghi – spesati di tutto punto – e in altre strutture a costo di irritare al massimo i connazionali, e per tutto ringraziamento alcuni stranieri – aggiunge Feltri sul Giornale – insoddisfatti del vitto curato da Carlo Cracco, scaraventano i piatti colmi di cibo fuori dalla finestra“.

Per questo Feltri si sarebbe aspettato che dal Papa almeno una benedizione per gli italiani, visto che hanno dato “da mangiare agli affamati e da bere agli assetati“. Per il giornalisti gli italiani sarebbero stanchi “di essere accusati di razzismo“, e poi “l’Italia è in bolletta e non ce la fa più a ospitare uomini e donne dell’Africa e dell’Asia; non ha siti dove ricoverarli; non ne ha uno decente da assegnare neppure ai nostri compatrioti, costretti a campare in auto, al caldo e al gelo, perché privi di un tetto“.

Toccherebbe alla Chiesa fare di più, “le faccio presente che le curie di varie città (per esempio Milano, e anche Bergamo che conosco perché vi sono nato) sono proprietarie di numerosi immobili di lusso vantaggiosamente affittati“. La curia potrebbe metterli “a disposizione dei profughi, dopo di che avrà titolo per dire a noi di fare altrettanto, ammesso che siamo abbastanza abbienti per competere con lei in fatto di patrimonio in mattoni“. La stessa proposta viene riservata ai politici che si sono genuflessi davanti alle parole del Papa. Pensa di far invadere dai migranti il loro “giardino fiorito“.