Vivendi e Mediaset avrebbero dovuto avviarsi ad una grande collaborazione ma a quanto pare qualcosa sarebbe andato storto, anzi, di sicuro è andato storto perché i due gruppi starebbero per arrivare alle azioni legali. L’ultimo capitolo che fa luce su quanto accaduto arriva con le dichiarazioni di Arnaud de Puyfontaine, numero uno di Vivendi, che al Financial Times avrebbe affermato che i numeri presentati da Mediaset – in relazione al servizio pay tv Mediaset Premium – sarebbero stati molto diversi rispetto a quelli su cui si basava l’accordo firmato tra Vivendi e Mediaset stessa lo scorso mese di aprile.

Se mi dici che mi stai vendendo una Ferrari e poi salta fuori che si tratta di una Punto, allora c’è un problema“. Queste le lapidarie parole di Arnaud de Puyfontaine, braccio destro del finanziere Vincent Bollorè cui appartiene il gruppo Vivendi. In realtà, ad aver annunciato battaglia legale per prima era stata Mediaset, proprio perché Vivendi non avrebbe voluto rispettare i termini concordati in precedenza. Stando agli accordi, Bollorè sarebbe diventato socio Mediaset con il 3,5 per cento e avrebbe poi acquistato il 100 per cento di Mediaset Premium, in cambio di un 3,5 per cento di Vivendi.

Nonostante i venti di guerra, Vivendi non sembra voler interrompere del tutto i rapporti con Mediaset. Il gruppo francese crede che si possa trovare la strada giusta per risolvere la situazione. Se ciò non fosse possibile, Vivendi si dice pronta a guardare altrove e a valutare altre offerte, puntando sul fatto che in Italia vi sarebbero altri eventuali partner con cui stringere accordi e guardare al futuro. Lo scopo dell’alleanza tra Vivendi e Mediaset era soprattutto quello di creare un’alternativa valida alla forte concorrenza di Netflix e Sky.