Vladimir Putin batte di nuovo Barack Obama. Nella lista dei più potenti al mondo stilata da Forbes, il Presidente della Federazione Russa lascia infatti al rivale soltanto la seconda posizione. Un premio di consolazione che non sarà forse gradito al celebre inquilino della Casa Bianca, anche in relazione ai risultati poco gratificanti delle elezioni di midterm.

Forbes ha pubblicato ieri l’edizione 2014 della classifica delle 72 personalità più potenti del mondo, una sfilata di nomi blasonati quasi interamente presi in prestito dalla politica internazionale. E anche per quest’anno Putin si conferma stabile sulla prima posizione del podio, marcato stretto proprio da Obama, quindi rincorso dal leader cinese Xi Jinping e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. D’altronde gli ultimi mesi hanno visto il presidente russo al centro di numerose questioni, pronto a tessere le fila dei più delicati eventi mondiali dalle Olimpiadi di Sochi alla recente crisi in Ucraina.

«Nessuno definirebbe Putin un bravo ragazzo», spiega la testata, ma nel 2014 il leader russo è stato praticamente l’ago della bilancia di tutto quello che è accaduto nel mondo sul piano politico. Si è armato per conquistare la Crimea, ha alimentato il già agguerrito conflitto in Ucraina ed è passato indenne fra i detriti del volo Malaysia Airlines MH17, abbattuto probabilmente dai separatisti filorussi. Come se non bastasse, ha superato senza troppo sforzo le polemiche che hanno coinvolto le Olimpiadi Invernali di Sochi, tra le accuse di discriminazione della popolazione LGBT e gli attacchi minacciosi di animalisti e ambientalisti. Come? Semplicemente ignorando il polverone sollevato.

La classifica di Forbes viene stilata ogni anno dai redattori della testata, sulla base di alcuni indicatori come le risorse finanziarie a disposizione, la capacità di influenzare le policy nazionali e internazionali, il potere di convincere le masse e di sfruttarle a proprio piacimento. Ne nasce così un elenco acritico di 72 nomi, uno ogni 100 milioni di abitanti della Terra, che si concentra più sulle performance grezze che sui significati culturali e sociali di quanto avvenuto. Non solo politica, però, perché nella lista compaiono anche imprenditori e colossi dell’informatica: è il caso di Larry Page e Sergey Brin, inventori e proprietari di Google, alla nona posizione. E il primo italiano? Un gradino più in alto, occupato dal Presidente della BCE Mario Draghi.

Fonte: Forbes

Immagine: Wikimedia Commons