L’attenzione sul caso era stato posto dalla trasmissione di Italia 1, Le Iene, che aveva acceso i riflettori sul fenomeno del bugchasing in Italia. Si tratta di una stupida tendenza per cui soggetti non affetti da Hiv contattano sieropositivi per avere rapporti sessuali e contrarre a loro volta il virus, credendo che in questo modo possano continuare a praticare sesso senza preservativo e senza alcun problema (ne avevamo già parlato qui).

La tendenza è stata importata dagli Stati uniti, dove si è diffusa negli anni Novanta, e dove i “donatori” di Hiv sono addirittura chiamati “gift giving“, come se il loro fosse un grande regalo per chi lo riceve.

Proprio in seguito alla segnalazione de Le Iene e grazie all’interessamento della polizia postale dell’Emilia Romagna, in Italia è stata però aperta un’inchiesta presso la Procura di Bologna. Il reato ascritto è quello di tentate lesioni gravissime per chi offre spazio online per favorire gli incontri e concorso – per lo steso reato – per chi si rende disponibile a trasmettere il virus dell’Hiv.

Per il momento il fascicolo dell’indagine è stato aperto contro ignori anche se uno dei siti più noti del settore, citato all’interno del servizio de Le Iene del 26 novembre scorso, è già stato chiuso. La battaglia si annuncia però lunga e complicata perché sul web sarebbero decine i servizi offerti (sia attraverso siti sia attraverso i social) per mettere in contatto “donatori” e “riceventi”.

(photo credit by: Infophoto)