Il sogno di molti è che in un futuro non troppo lontano si possano compiere voli turistici nello spazio. Se oggi le mete più irraggiungibili, per molti, possono essere rappresentati dai Caraibi, dalle Maldive o da altri posti, un domani questi ultimi potrebbero essere sostituiti addirittura da mete extra terresti.

E se le basi per il futuro si gettano soprattutto nel presente, sembra che anche l’Italia si stia muovendo bene in fatto di voli turistici nello spazio. Il nostro Paese, infatti, avrebbe firmato, qualche giorno fa, un accordo di cooperazione tra la FAA americana (ossia la Federal Aviation Administration) e le nazionali ENAC (Ente nazionale aviazione civile) e ASI (Agenzia spaziale italiana).

Grazie a questo primo accordo si comprende quanto l’Italia sia interessata a tutto quello che si svilupperà in futuro nel settore dell’aerospazialità e a quanto pare l’accordo potrebbe comportare, per gli Stati Uniti, la possibilità di sfruttare un domani risorse extra atmosferiche che oggi sono destinate soltanto alle istituzioni pubbliche. In pratica, grazie all’accordo potrebbero avervi accesso anche i privati, per organizzare voli turistici nello spazio ad esempio.

L’Italia potrebbe anche munirsi di uno spazioporto, ossia di una struttura da cui potrebbero partire i voli. A quanto pare sarebbero già state individuate alcune località in cui costruirlo (si ipotizza nelle zone centrali o meridionali dell’Italia). Si tratterebbe di un progetto alquanto ambizioso, che porterebbe di certo un ritorno economico importante nel futuro e che vedrebbe l’Italia, in qualche modo, essere all’avanguardia in questo campo.

Nei progetti dell’ASI ci sarebbe in mente di creare uno spazioporto che non sia semplicemente una pista di atterraggio ma un posto in cui arrivino e partano le navicelle spaziali, sia che si tratti di voli turistici nello spazio si che si tratti di mandare in orbita bassa i nanosatelliti.