L’ aggettivo vorace deriva dal latino ‘vorax -acis’ (a sua volta derivato da ‘vorāre’ = ‘divorare’). Generalmente il termine è riferito a quegli animali che sono soliti consumare grandi quantità di cibo per soddisfare le proprie necessità fisiologiche. In tal senso, comune è l’ espressione “belve voraci”. Seppur meno spaventosi, tali vengono tuttavia considerati anche gli uccelli, i roditoti e gli insetti.

Per estensione, l’ aggettivo vorace si usa quindi per descrivere persone che per gola eccedono abitualmente nel mangiare, avide di cibo o ingorde.

In senso figurato, vorace è inoltre spesso utilizzato per descrivere un atteggiamento che porta a consumare rapidamente e avidamente qualcosa, come ad esempio i libri. Si parlerà in questo caso di “lettore/ lettrice vorace”.

Il termine può infine qualificare la capacità tipica del fuoco di distruggere con straordinaria rapidità (es. “la fiamma sùbita e vorace non perdonò ad alcun, ma tutti estinse”).

A seconda dei contesti d’ uso, sinonimi di vorace possono essere considerati: insaziabile, bramoso, ingordo, affamato, avido, famelico, ma anche accanito, bramoso, distruttivo, devastatore e divoratore. Contrari sono invece: controllato, moderato, frugale, misurato, parco e inappetente. Da vorace deriva inoltre l’ avverbio “voracemente” e relativi sinonimi (es. ingordamente, ingordamente, ecc.).

Esempi di utilizzo del termine sono le frasi: “Marta è sempre stata una lettrice vorace e instancabile”; “Si udiva il crepitare assordante e vorace dell’ incendio”; “Si rimise a mangiare in modo ancor più vorace”; ecc.