Aggiornamento 14.50: Si è conclusa la votazione al Senato. Il Governo ha ottenuto la fiducia con 235 voti a favore e 70 contrari. Nel pomeriggio la discussione e il voto alla Camera.

Aggiornamento 14.45: Roberto Formigoni, uno dei principali dissidenti del Pdl, dopo il cambio di rotta deciso da Berlusconi a favore della fiducia, ha commentato: “Berlusconi vince sempre”.

Aggiornamento 14.40: Al termine della prima chiamata, il Governo ha ottenuto la fiducia. I sì sono stati 226, i no 70, 1 astenuto e 23 assenti. Si prosegue con la seconda chiamata per chi non aveva votato prima.

Aggiornamento 14.30: Dopo la prima chiamata di circa due terzi dei senatori, il Governo ha una larga maggioranza sulla fiducia: 185 sì, 61 no, 23 assenti e nessun astenuto. La soglia minima di maggioranza (il quorum) è già stata superata.

Aggiornamento 14.20: Tra le prime reazioni esterne al mondo politico dopo il dietrofront di Berlusconi, quella di Giorgio Squinzi, presidente della Confindustria: “Sicuramente è un’informazione positiva, però nello stesso tempo mi chiedo perché siamo arrivati a questo punto mettendo in fibrillazione il mercato, creando instabilità politica e mettendo confusione nella testa degli italiani”.

Aggiornamento 14.05: E’ in corso la votazione al Senato. Berlusconi è già passato dai banchi della presidenza e ha votato a favore della fiducia.

Aggiornamento 13.45: Contrariamente a tutto ciò che era stato deciso in precedenza, Silvio Berlusconi ha deciso che il Pdl voterà a favore della fiducia al Governo. La clamorosa retromarcia è stata annunciata dallo stesso leader direttamente in aula: “Abbiamo deciso non senza interno travaglio di esprimere un voto di fiducia a questo governo”. E anche il fatto che Berlusconi abbia parlato nella dichiarazione di voto del Pdl è un dietrofront rispetto a quanto precedentemente comunicato, quando l’orientamento era di votare contro Letta. Decisiva la scissione del gruppo che fa riferimento ad Alfano e Formigoni. Con i numeri degli scissionisti il Governo avrebbe in ogni caso avuto la fiducia. Qui sotto il video della dichiarazione di Berlusconi.

Aggiornamento 13.12: L’ex presidente del Consiglio Mario Monti, senatore a vita, ha affermato durante la dichiarazione di voto di Scelta civica: “Vorrei rivolgere un appello ai membri del Pdl, affinché tengano presente che l’Italia, malgrado gli sforzi del Governo, non è ancora uscita da una situazione critica economica e finanziaria. Molti nei mercati e nelle sedi internazionali stanno ancora pensando con compiacimento di fare quello che nel 2011 riuscimmo ad impedire, cioè commissariare l’Italia. Non voglio pensare che il Pdl, che fa parte della famiglia politica più ampia d’Europa, voglia far correre all’Italia il rischio di percorrere all’indietro il sentiero che faticosamente abbiamo intrapreso”. Monti ha inoltre aggiunto: “Non è accettabile che il ministro dell’economia sia continuamente oggetto di tiro a segno da parte non dell’opposizione, ma di capigruppo della maggioranza. Così come non è accettabile che un partito si presenti come sentinella anti-tasse. Tutti noi vogliamo la riduzione delle tasse, ma attraverso la via maestra della riduzione della spesa. Se ciò dovesse di nuovo accadere, Scelta civica si presenterà come sentinella anti-illusionismi”.

Aggiornamento 13.04: Berlusconi ha lasciato l’aula dopo la replica di Letta. Intanto Carlo Giovanardi, senatore Pdl fra i dissidenti, ha dichiarato a La7, riferendosi al loro numero: “Io ho parlato di una quarantina ma potrebbero essere una cinquantina; molti lo sono anche per il futuro e per dare una prospettiva. Passata questa votazione si può ragionare anche con Berlusconi per vedere come fare altri passi avanti per il futuro”.

Aggiornamento 12.50: Qual è il vero Pdl? Formigoni ha dichiarato che il nuovo gruppo parlamentare formato dagli scissionisti si chiamerà Popolo della libertà. “Il nome Pdl è nella disponibilità del segretario secondo lo statuto”, cioè Alfano.

Aggiornamento 12.35: Sarà il capogruppo Renato Schifani a pronunciare la dichiarazione di voto per il Pdl e non Berlusconi, come si era pensato in precedenza. Il gruppo Pdl (cioè i membri del partito dalla parte di Berlusconi) voterà all’unanimità contro il Governo. Lo ha confermato il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta.

Aggiornamento 12.28: Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha chiuso la sua replica chiedendo formalmente la fiducia sulla mozione analoga presentata da Pd e Scelta civica.

Aggiornamento 12.22: ”Siamo impegnati a non scadere in soluzioni di basso rilievo. Possiamo raggiungere gli obiettivi nonostante i numeri della maggioranza oggi cambino” – ha proseguito Letta durante la sua replica – “Non è un rinvio se ieri 5.500 persone hanno ottenuto un lavoro grazie ai pacchetti semplificativi da noi messi in campo. Il lavoro sarà il cuore della nostra azione”.

Aggiornamento 12.20: ”Non ne posso più di lezioni di morale da parte di chi minaccia perché uno ha cambiato idea”. Lo ha dichiarato Letta riferendosi al Movimento 5 stelle, dopo che alcuni dei senatori grillini hanno attaccato pesantemente la loro ex senatrice Paola Del Pin, passata al gruppo misto, dopo che aveva dichiarato che avrebbe votato a favore del Governo.

Aggiornamento 12.17: Dopo il dibattito, è tornato a parlare il premier Letta per la replica.

Aggiornamento 12.15: L’ex ministro Mariastella Gelmini, deputato del Pdl, ha dichiarato, sulla scissione interna: “I destini sono separati. Fine”.

Aggiornamento 12.10: Il Pdl resterà in aula al momento del voto, invece di abbandonarla com’era stato richiesto da alcuni dei senatori più vicini a Berlusconi. L’ex presidente del Consiglio è rientrato in aula, confermando il voto contrario al Governo.

Aggiornamento 12.01Sandro Bondi, senatore del Pdl, durante il suo intervento in aula nel dibattito: “Questo governo ha fallito sulla pacificazione. Per voi (riferito a Letta, ndr) pacificazione significa estromettere dal Parlamento e dalla vita politica il leader dei moderati italiani. La questione che si pone in questo Paese da decenni è l’equilibrio fra i poteri dello Stato contro lo strapotere della magistratura. Avete voluto rifiutare un principio fondamentale del diritto come la irretroattività delle leggi. Sul piano economico, lei, onorevole Letta, su quale pianeta vive? Il debito è aumentato, la disoccupazione è aumentata. All’Italia fa male un Governo non in grado di affrontare la crisi economica. Voi fallirete. Avete ottenuto un unico risultato, sulla pelle del Paese: spaccare il Popolo della libertà. Noi non assisteremo a questa umiliazione del nostro partito, di Berlusconi, dell’Italia”.

Aggiornamento 11.55: Organi di stampa riportano che il Pdl (quello riunito con Berlusconi fino a poco fa) voterà “all’unanimità” la sfiducia al Governo.

Aggiornamento 11.50: Sono state depositate alcune risoluzioni (mozioni) da parte dei gruppi al Senato. Contrarie alla fiducia la Lega Nord e il Movimento 5 stelle, a favore della fiducia il Pd. In arrivo anche quella degli scissionisti del Pdl. Da queste valutazioni, il Governo avrebbe superato la soglia richiesta per la fiducia, potendo contare, al momento, su circa 170 voti.

Aggiornamento 11.45: Le ultime voci riportano che Silvio Berlusconi stia valutando se intervenire direttamente al Senato durante il dibattito. Intanto il ministro Pdl Maurizio Lupi, uno dei “dissidenti”, ha dichiarato: “Stiamo lavorando non per la divisione, ma per l’unità del Pdl e dunque gruppi autonomi o altre ipotesi simili non esistono. C’è un consistente numero di senatori che chiede si possa votare la fiducia al Governo Letta”.

Aggiornamento 11.25: Da quanto trapela, sembra che il gruppo al Senato del Pdl stia decidendo di votare a favore della fiducia al Governo, durante la riunione interna con Berlusconi (foto by InfoPhoto). Non partecipano a tale riunione i “fuoriusciti” che già avevano anticipato l’appoggio all’Esecutivo.

Aggiornamento 11.10: Questi i cognomi dei 23 senatori di Pdl e Gal che hanno firmato per votare a favore della fiducia: Naccarato, Bianconi, Compagna, Bilardi, D’Ascola, Aielo, Augello, Caridi, Chiavaroli, Colucci, Formigoni, Gentile, Giovanardi, Gualdani, Mancuso, Marinello, Pagano, Sacconi, Scoma, Torrisi, Viceconte, L. Rossi, Quagliariello. Formigoni ha poi fatto sapere che il numero è salito a 25 del solo Pdl, più 10 di Gal. L’ex presidente della Regione Lombardia ha aggiunto: “Siamo pronti già nel pomeriggio a dar vita ad un nuovo gruppo, probabilmente chiamato i Popolari”. Durante la riunione dei senatori Pdl tenuta dopo il discorso di Letta, Berlusconi ha detto: “‘Sarà il gruppo in maniera compatta a decidere cosa fare. Prendiamo una decisione comune per non deludere il nostro popolo”.

Aggiornamento 10.54: Sky Tg24 riporta, citando fonti del Pdl, che il gruppo del partito di Silvio Berlusconi voterà a favore della fiducia al Governo.

Aggiornamento 10.50: La posizione ufficiale del Movimento 5 stelle è invariata. Come ha dichiarato Lello Ciampolillo durante il proprio intervento al Senato: ”È arrivato il momento di cambiare: l’invito è di abbandonare il campo e di andare a casa. L’Italia ha bisogno di una classe politica nuova”. Il senatore grillino ha aggiunto che il suo gruppo voterà contro la fiducia. Invece, dopo l’intervento di Paola Del Pin, ex M5S passata al gruppo misto, la senatrice è stata pesantemente insultata e minacciata da alcuni senatori grillini per aver dichiarato che voterà a favore della fiducia.

Aggiornamento 10.47: Il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, ha detto durante il proprio intervento nel dibattito: “Il Parlamento dia una risposta chiara, limpida e netta. Sono convinto che il consenso al presidente del Consiglio sarà amplissimo e mi auguro che l’ampiezza non penalizzi la chiarezza perché non possiamo più continuare in una sorta di campagna elettorale”.

Aggiornamento 10.45: Mentre cominciava il dibattito al Senato, Silvio Berlusconi ha lasciato l’aula per riunirsi col suo stato maggiore e stabilire il da farsi definitivo. Nonostante le parole di sfida, prima che Letta aprisse il discorso, il Cavaliere si era lasciato andare ad un “Sentiamo Letta, poi decideremo”. Nel frattempo, i “transfughi” del Pdl hanno tirato le somme. Sono infatti state appena consegnate 23 firme da membri di Pdl e Giustizia e libertà a favore della fiducia.

Aggiornamento 10.37: Dopo il discorso del premier è subito cominciato il dibattito al Senato. Tra i passaggi principali di Letta, una citazione in apertura di Luigi Einaudi: “Nella vita delle nazioni l’errore di non saper cogliere l’attimo può essere irreparabile”. E poi: “Gli italiani ci urlano che non ne possono più di sangue e arena, di politici che si scannano e poi non cambia niente”. Riferendosi a Berlusconi, senza ovviamente nominarlo in modo diretto: “In uno stato democratico le sentenze si rispettano, si applicano, fermo restando il diritto intangibile della difesa. Ma senza trattamenti né ad ad né contram personam”. E soprattutto: “Se si tornasse al voto con il Porcellum ci troveremmo di nuovo con le larghe intese, perché non si produrrebbe una chiara maggioranza. Oggi in poco tempo possiamo riformare la politica: i provvedimenti sono all’esame del Parlamento, se rapidamente discussi faremo una svolta con la pubblica opinione. Il tempo di attesa è scaduto“.

Aggiornamento 10.25: “Coraggio e fiducia è quello che torno a chiedervi. Dateci fiducia per realizzare questi obiettivi. Una fiducia che non è contro qualcuno. E’ per l’Italia. Per restituire ai nostri figli quello che è nostro dovere dare loro: la speranza”. Il presidente del Consiglio Letta ha appena terminato il proprio intervento al Senato, citando il filosofo Benedetto Croce: “Ciascuno ora si ritiri con la propria coscienza“.

Aggiornamento 10.22: “Questa è l’occasione giusta per dire basta ad una politica rissosa. Basta ad una politica da trincea. Concentriamoci sulle cose da fare, che il Paese ci chiede e ha il diritto di rivendicare”.

Aggiornamento 10.20: “Possiamo scegliere di chiuderci nel nostro cortile di politica interna o possiamo giocare d’attacco. Dimostriamo all’Europa intera che non è un caso che il trattato da cui è partito tutto il percorso dell’Ue sia stato firmato a Roma”.

Aggiornamento 10.17: “L’Europa è un cammino dei popoli. Non dobbiamo fare solo i compiti a casa. Dobbiamo far arrivare il nostro settore manifatturiero al 20% del Pil entro il 2020. Per questo al Consiglio europeo di ottobre punteremo tutto sull’agenda digitale. Abbiamo il diritto di sognare gli Stati Uniti d’Europa, per noi e soprattutto per i nostri figli”.

Aggiornamento 10.15: “Nel 2014 l’Italia assumerà la presidenza di turno dell’Unione europea. Il 2014 è un anno decisivo, in cui non possiamo permetterci di far mancare o far tacere la voce dell’Italia“.

Aggiornamento 10.12: “Dobbiamo continuare la grande battaglia contro la dispersione scolastica. Abbiamo stanziato i primi 15 milioni per combattere col reclutamento scolastico il reclutamento della strada”.

Aggiornamento 10.10: “Costruire un patto di stabilità interno più intelligente, che stimoli gli investimenti, senza i quali non si cresce. Non c’è niente di più urgente che continuare con gli strumenti concreti di sostegno per chi è in difficoltà”.

Aggiornamento 10.07: “Il momento in cui il mondo farà rotta verso l’Italia è dietro l’angolo. Expo 2015 è il momento in cui finalmente ci scrolleremo di dosso quella cappa di autolesionismo”.

Aggiornamento 10.05: “Negli ultimi cinque mesi gli italiani hanno pagato meno tasse per 3 miliardi. Anche questi sono fatti, non rinvii” – Ha aggiunto Letta nel proprio intervento al Senato.

Notizia: Mentre i numeri su quanti siano i dissidenti del Pdl che decideranno di votare la fiducia al Governo salgono e scendono come fossero titoli azionari, la seduta più importante al Senato è cominciata, poco dopo le 9.30 del 2 ottobre. Poco prima, Silvio Berlusconi ha incontrato i capigruppo e i principali dirigenti, ma non Angelino Alfano. Quale sia la posizione del Cavaliere dopo il distacco di una parte del suo partito è chiara. In un’intervista a Panorama ha pronunciato la seguente frase: “Non muoio neanche se mi ammazzano”.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha cominciato il proprio intervento dicendo parole altrettanto chiare: “L’Italia corre un rischio irrimediabile e fatale. Sventarlo dipende da noi e dalle scelte che assumeremo in aula, dipende da un sì o da un no”. E poi: “Siamo stati tutt’altro che un Governo del rinvio. Chi afferma questo, mente”.