Quest’oggi alla Camera una larghissima maggioranza ha approvato quanto già dispoto dalla Commissione Giustizia riguardo al reato del voto di scambio politico mafioso: per l’articolo 416 ter del Codice penale gli anni di carcere arrivano a un minimo di 6 e un massimo di 12.

L’inasprimento delle pene riguarda anche altri reati come quello di furti, scippi e rapine. Per i furti nelle abitazioni la pena minima sale da 1 a 3 anni e da 3 a 4 anni per scippi e rapine. Un emendamento del Movimento 5 Stelle ha poi inasprito anche le pene pecuniarie.

Sono stati invece accantonati alcuni articoli del ddl sul processo penale che riguardavano il termine entro il quale è possibilità per i magistrati chiedere il rinvio a giudizio: questo lasso di tempo sarà di un anno per i reati di stampo mafioso e terroristico, e in 3 mesi per gli altri, anche se aumentabili a 6 nel caso in cui si tratti di indagini difficili. L’emendamento è stato però messo da parte perché il M5S ha chiesto di poter presentare alcune modifiche.

Sul voto di scambio, contemplato dal codice penale solo da un anno, i 5 Stelle hanno scatenato una polemica riguardante la presunta malafede del Pd che ha proposto di recente l’innalzamento delle pene nonostante avesse in precedenza fermato la proposta analoga del partito guidato da Beppe Grillo.

Così si legge in una nota diffusa dai membri del movimento: “Quando il M5S aveva proposto pene più severe il Pd le aveva bocciate durante la discussione sulle norme anticorruzione. Ora vuole lavarsi la faccia davanti al suo elettorato ma come ha detto la Cassazione e come denuncia larga parte della magistratura, la norma del 416 ter non funziona per l’ambigua formulazione di ‘modalità mafiose’ che noi abbiamo proposto oggi di abolire e sostituire in aula mentre il Pd se n’è lavato le mani”.

Da discutere in Camera nei prossimi giorni anche la parte relativa alle intercettazioni, della quale si è molto parlato come un presunto pericolo per il diritto di cronaca. Il Pd ha affermato che un emendamento escluderà l’illecito nel caso la pubblicazione avvenga per motivi giuridici o nel pieno esercizio del diritto di cronaca.