Il Senato ha discusso questa mattina la mozione di sfiducia presentata al ministro Alfano da Sel e M5S in relazione al caso Shalabayeva. Trattasi di un probabile sequestro internazionale avvenuto il 29 maggio, con un blitz segretissimo che ha impegnato una quarantina di agenti della questura di Roma, ai danni di Alm Shalabayeva, moglie dell’imprenditore e dissidente kazaco Mukhtar Ablyazov, e la loro figlia di sei anni, trovate in una villa a Casal Palocco, nella periferia della capitale.

Erano proprio la donna e la bambina, e non il marito, il vero obiettivo del piano. Tre giorni dopo, il 31 maggio, saranno caricate su un aereo diretto in Kazakistan messo a disposizione dal presidente kazaco Nursultan Nazarbaev e trasportate nella città di Almaty, dove sono tuttora agli arresti domiciliari.

Deciso l’intervento del premier Letta che ha aperto l’incontro dei Senatori con queste parole: “Sono voluto intervenire, cosa rara in un dibattito di sfiducia, perché questa è una questione delicata, importante e dolorosa: l‘espulsione della moglie di Ablyazov e della sua figlioletta è per noi motivo di imbarazzo e discredito [...]. Chiedo un nuovo atto di fiducia al governo che ho l’onore di presiedere”.

Quindi ha parlato di “inaudito comportamento” da parte dell’ambasciatore kazako, ribadendo “la chiara estraneità di Alfano nella vicenda” e confermando che anche gli altri vertici del governo non sapevano e non sono stati coinvolti nella vicenda Ablyazov; la linea è quella della “totale trasparenza”.

Questo il verdetto finale sulla mozione di sfiducia, frutto della votazione dell’Aula del Senato: 226 voti contrari, 55 a favore e 13 astenuti (tra i quali, probabilmente, alcuni senatori di Lega e Pd che avevano già pre-annunciato l’astensione). Piccolo infortunio sul
voto per il senatore del Pd, Felice Casson: dopo aver votato sì, è intervenuto in Aula per spiegare di aver detto “sì” per errore perché intendeva esprimere la fiducia al Governo, ma per fare questo avrebbe dovuto dire “no” alla mozione di sfiducia, e questa era pertanto la sua intenzione.