La maggioranza parlamentare italiana ha ufficialmente decretato l’abolizione dei voucher, i buoni lavoro che erano stati introdotti con il Jobs Act. La decisione è giunta soprattutto per evitare in extremis il concretizzarsi del referendum proposto dal sindacato della Cgil. L’abolizione dei voucher non sarà però immediata. Come ha infatti spiegato Patrizia Maestri, relatrice della proposta di legge ed esponente del Partito Democratico, vi sarà un periodo di transizione che si protrarrà fino al prossimo 31 dicembre. Tale periodo di transizione, che condurrà infine alla sparizione completa dei buoni lavoro, sarà necessario affinché coloro che sono già in possesso dei voucher possano utilizzarli.

L’emendamento votato proponeva l’eliminazione dei tre articoli del Jobs Act che riguardavano il lavoro accessorio, ed in particolare, la sua definizione e il suo campo di applicazione, la disciplina del lavoro accessorio e infine il coordinamento informativo a fine previdenziali. In pratica la proposta di legge ha fatto ciò che sarebbe stato richiesto attraverso il referendum proposto dalla Cgil.

Oltre a questa iniziativa sull’abolizione dei voucher, il decreto che dovrebbe approvare il governo della giornata di domani dovrebbe contenere anche alcune misure pensate per ripristinare il principio di solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatore in merito alle prerogative dei lavoratori (altra richiesta che si voleva far votare in sede referendaria).

L’abolizione dei voucher non sembra essere stata gradita dal mondo imprenditoriale. La Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione di Confcommercio-Imprese per l’Italia ha infatti reso nota la sua preoccupazione in merito, diffondendo una nota in cui si legge, tra le altre cose: “Le modifiche ai voucher che si sentono in questi giorni non ci trovano assolutamente d’accordo. Tant’è che piuttosto di una modifica fatta in questa maniera, assolutamente demagogica, preferiamo la consultazione referendaria: siamo certi che gli italiani partorirebbero una soluzione meno catastrofica di quella proposta“.