Ben Bradlee aveva ricoperto la carica di direttore del Washington Post all’epoca dello scandalo del Watergate ed oggi si è spento, a 93 anni, dopo aver lottato per anni contro il morbo di Alzheimer.

Bradlee aveva guidato la testata giornalistica per ventisei anni, trasformandola in uno dei migliori giornali di tutti gli Stati Uniti e con lui alla guida vennero pubblicati i Pentagon Papers (documenti top secret del Dipartimento di Difesa americana) e si indagò sullo scandalo Watergate, che vide coinvolto il Presidente Richard Nixon.

A ricordare la levatura morale di Bradlee è stato l’attuale Presidente degli Usa, Barack Obama, che gli aveva consegnato la Medaglia della Libertà appena un anno fa. L’inquilino della Casa Bianca ha sottolineato lo standard che Bradlee aveva imposto su onestà, obiettività e racconto meticoloso e di come avesse incoraggiato molti altri ad intraprendere la professione del giornalismo.

All’epoca dello scandalo Watergate (1972-1974) – ricordiamo che scoppiò a causa di intercettazioni abusive effettuate nel quartier generale del Comitato Nazionale Democratico, ad opera di uomini legati al Partito Repubblicano, che portano alla richiesta di impeachment e alle dimissioni di Nixon – alcuni giornalisti del Washington Post, tra cui Bob Woodward e Carl Bernstein, indagarono a fondo sui fatti che vennero contestati e contribuirono a tenere desta l’attenzione sullo scandalo, impedendo che venisse lasciato cadere, volontariamente e dolosamente, nel dimenticatoio.

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