Nel corso dell’udienza di oggi del processo a carico di Massimo Bossetti, unico imputato accusato della morte della tredicenne Yara Gambirasio, l’ex comandante dei Ros di Brescia, Michele Lorusso, ha ricordato che lo stesso Bossetti avrebbe tentato di sfuggire alla cattura da parte delle forze dell’ordine.

L’ex comandante del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri avrebbe dunque ricostruito alcune situazioni: oltre all’arresto di Bossetti (accusato di aver ucciso la piccola Yara), Lorusso avrebbe descritto anche le fasi iniziale delle indagini, quelle che avrebbero condotto alla palestra in cui Yara andava ad allenarsi e ad alcune persone che frequentavano quel luogo (e che poi si è scoperto non essere implicate in nessun modo).

Lorusso ha ricordato, in particolare, come a finire nelle intercettazioni fosse stata anche una delle istruttrici della palestra in cui andava Yara, poiché alcune tracce del dna della donna sarebbero state ritrovate sul giubbino della ragazzina. Gli accertamenti successivi hanno però scagionato del tutto la donna. L’ex comandate è quindi passato a raccontare di Massimo Bossetti e di come il suo nucleo di indagini fosse arrivato fino a lui.

Secondo le indagini dei Ros, infatti, Massimo Bossetti avrebbe raccontato una serie di bugie e avrebbe addirittura tentato di fuggire il giorno dell’arresto. Lorusso ha dichiarato: “Il nostro personale in borghese ha finto di cercare un extracomunitario vestito di nero, ma l’imputato ha capito e ha cercato di fuggire“.