Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, non avrebbe mai chiamato la moglie nei giorni precedenti e immediatamente successivi al delitto. A rivelarlo sono i tabulati telefonici analizzati dagli inquirenti.

I risultati delle analisi del traffico telefonico di Bossetti sono stati riportati dal settimanale Giallo. Dai tabulati emerge che Bossetti non avrebbe chiamato la moglie Marita Comi per diversi giorni nel periodo della scomparsa di Yara. Tra i due non ci sarebbero state né telefonate né scambi di sms tra il 21 e il 28 novembre 2010.

Yara è scomparsa il 26 novembre del 2010. La mancanza di contatti telefonici tra Bossetti e la moglie fa sorgere ulteriori sospetti sull’uomo. Gli inquirenti si chiedono infatti come sia possibile che due coniugi non si siano contattati per così tanti giorni e proprio nel periodo della scomparsa e dell’omicidio di Yara.

Il muratore si è giustificato, spiegando che in quel periodo lui e la moglie litigavano spesso. Per questo motivo non si sarebbero telefonati né inviati messaggi in quei giorni. Gli investigatori stanno cercando di delineare il profilo della coppia per capire se i loro rapporti tesi siano collegati in qualche modo al movente del delitto. Bossetti, però, ha sempre dichiarato che i rapporti con la moglie, a parte alcuni litigi di normale routine in una coppia, erano idilliaci.

Intanto gli inquirenti indagano anche sulla scheda sim di Yara e in particolare su uno dei 75 contatti ritrovati nella rubrica nascosta del cellulare e poi cancellato. Che sia il numero dell’assassino di Yara?

Per ora Bossetti, in carcere dal 16 giugno del 2014, è l’unico sospettato per l’omicidio di Yara Gambirasio. Il muratore di Mapello si è sempre dichiarato innocente, malgrado le tracce di DNA ritrovate sui vestiti di Yara e delle ricerche sospette su Internet facciano pensare il contrario. Prove che la difesa non ritiene sufficienti a dimostrare la colpevolezza dell’uomo. Il processo inizierà il 3 luglio prossimo.