Yara Gambirasio morì meno di un’ora dopo essere uscita dalla palestra. E’ quanto ha rivelato l‘autopsia effettuata sul corpo della ragazzina di 12 anni che il 26 novembre 2010 uscì dalla palestra comunale di Brembate di Sopra (Bergamo), dove praticava la ginnastica, e scomparve. Il suo corpo senza vita venne ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola.

Il dato sul momento della morte è ricavato dall’analisi dei processi digestivi, che sono in grado di stabilire un tempo certo. Di conseguenza, dato che il tempo di percorrenza necessario a coprire la distanza palestra-campo è di circa 25 minuti, Yara avrebbe trascorso i suoi ultimi momenti di vita in quel campo, per circa 30 o 40 minuti. Il confluire di cause quali le ferite, lo shock, il freddo acuto di quei giorni e la bassa percentuale di massa grassa di cui disponeva la ragazzina, ha reso particolarmente rapido il processo fatale.

Le analisi dell’autopsia, unite alle altre indagini, hanno convinto gli inquirenti a ritenere che Yara perse conoscenza quasi subito dopo l’aggressione che subì nel rapimento fuori dalla palestra. Non era quindi cosciente quando l’aggressore le inflisse le violenze riscontrate, e non lo era quando venne abbandonata nel campo.

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