Nelle infinite indagini sul caso Yara Gambirasio, si va ad aggiungere un ulteriore tassello che potrebbe scagionare Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino e unico imputato per l’omicidio della piccola avvenuto a Brembate di Sopra in provincia di Bergamo nel 2010: la giovane sarebbe stata uccisa da un mancino e che quindi impugnava l’arma del delitto con la mano sinistra.

Gli avvocati di Bossetti  non hanno dubbi: “Chi ha ferito Yara con quel taglio che corre dalla zona lombare al gluteo è un mancino. Impugnava il coltello con la mano sinistra. Ma Bossetti è destrorso“. Claudio Salvagni, uno degli avvocati di Bossetti, nel corso di un’intervista al settimanale Oggi in edicola a partire da domani ha aggiunto anche altri particolari: “Gli altri tagli invece sembrano provocati da un’arma impugnata con la mano destra. Anche se la relazione medico-legale non lo specifica. Si limita a sottolineare che un colpo è stato inferto dal basso verso l’alto. E anche questa è una conferma che gli assassini siano stati almeno due“.

Dubbi e ancora dubbi dunque su come e a questo punto chi ha ucciso la quattordicenne, Salvagni sottolinea sempre al settimanale come le cause della morte siano tutt’oggi incerte:”È troppo vago sostenere che è morta di ipotermia e stenti a causa delle ferite riportate. Non c’è infatti alcuna certezza che Yara sia morta nel campo di Chignolo

A tutto ciò si aggiungerebbe il fatto -sempre secondo gli avvocati difensori di Bossetti- che la giovane sarebbe stata uccisa con tre tipi di armi differenti, un cutter, un coltello a serramanico e un coltello con la punta a scalpello e che prima di morire avrebbe avuto le braccia legate con del fil di ferro. Il prossimo 26 novembre saranno quattro anni dal ritrovamento del corpo di Yara.