A parlare è il papà di Yara Gambirasio, in occasione della due giorni organizzata dall’associazione che è stata dedicata alla figlia, uccisa in circostanze ancora misteriose. L’unico accusato è il muratore di Mapello Massimo Bossetti che tutt’ora rimane in carcere poiché – secondo l’accusa – avrebbe ucciso la piccola Yara, all’uscita dalla palestra. “Tanta gente mi ferma per strada e mi chiede: come fate ad andare avanti? Oggi volevo raccontare alcune cose che vi potrebbero far capire ma non è facile. E’ grazie alle persone che ti fermano per strada, ti stringono la mano e ti abbracciano che possiamo continuare la nostra vita” ha detto Fulvio Gambirasio, papà di Yara.

Yara Gambirasio, lettere anonime sulla tomba

Non parla, invece, la mamma di Yara Gambirasio che preferisce ascoltare il marito seduta tra il pubblico. Fulvio Gambirasio, invece, ha raccontato che sulla tomba della figlia spesso sono state rinvenute lettere anonime: “Ammiro queste persone che mantengono un comportamento simile al nostro, una certa dignità, un certo rispetto, un certo silenzio. C’è una mamma di Livorno che periodicamente ci manda un bonifico tramite un’associazione. Non si è mai presentata, non ha mai detto chi è. Stessa cosa una mamma della Curva Nord dell’Atalanta. Questo silenzio fa più baccano di un microfono acceso”.

Yara Gambirasio, Bossetti unico indagato

Una famiglia, quella di Yara Gambirasio, che è sempre stata composta e che – nonostante il dolore – non ha mai puntato il dito contro qualcuno. Nemmeno contro Massimo Bossetti. “Per noi non è cambiato niente, la sentenza non ci restituisce nostra figlia” è il commento di Fulvio Gambirasio.