Un gruppo di miliziani facenti capo ad al Qaida ha preso d’assalto una prigione nella città di Al Mukalla, nel Sud-Ovest dello Yemen, liberando 300 detenuti, tra cui alcuni leader dell’ala yemenita dell’organizzazione terroristica. Lo riferiscono fonti della sicurezza yemenita all’agenzia Ap. Tra i detenuti che sono riusciti a fuggire vi è anche Kaled Batarfi, il capo dell’organizzazione nel paese della Penisola arabica. “Un dirigente di Aqpa, Khaled Batarfi, in carcere da oltre quattro anni, figura tra gli oltre trecento detenuti che sono riusciti a evadere dal carcere centrale di Moukalla“, nella provincia di Hadramout, preso d’assalto dai combattenti della rete estremista, ha rivelato infatti un funzionario della sicurezza alla AFP. Dopo essere entrati in città, i qaedisti hanno preso posizione sulle strade principali, con l’intenzione di respingere ogni tentativo governativo di riprenderla. Fonti locali, rimaste anonime, hanno riferito di forti esplosioni e di scontri a fuoco che si sono susseguiti per circa mezzora. Dopo l’attacco, gli assalitori hanno fatto perdere le loro tracce riferisce il sito d’informazione ‘hadrmoutpress’. Secondo l’emittente iraniana Press Tv, i militanti di al Qaeda avrebbero anche attaccato alcuni edifici governativi.

Si tratta della prima grande operazione di al Qaida in Yemen dall’inizio dei bombardamenti della coalizione guidata dall’Arabia Saudita contro i ribelli sciiti Houthi. La branca yemenita di Al Qaida (AQAP) è considerata dagli Usa la più pericolosa a livello globale. Circa un terzo degli evasi, ha scritto il Wall Street Journal, sono miliziani di al Qaida.

Intanto la situazione in Yemen resta molto delicata: gli scontri con i ribelli sciiti Houthi continuano, così come i raid della coalizione guidata dall’Arabia Saudita contro di essi. A Sana’a, gli Huthi sono scesi in piazza per protestare contro gli attacchi aerei sauditi, mentre ad Aden, roccaforte governativa, i morti sarebbero ormai oltre cinquanta.