Lo Yemen vive ore drammatiche per due nuovi attentati che hanno scosso la capitale Sana’a e che sono stati rivendicati dallo Stato islamico. I terroristi kamikaze si sono fatti esplodere all’interno di due moschee frequentate dagli sciiti. Si tratta del primo attentato compiuto dai terroristi yemeniti contro i fedeli. Le moschee colpite dai terroristi sono la moschea di Badr e la moschea di Hashoush, situate entrambe nel quartiere centrale di al-Yarraf.

Il primo bilancio delle esplosioni è pesante. Secondo la CNN i morti sarebbero almeno 137 e si contano centinaia di feriti. Stando alle prime informazioni trapelate dagli organi di informazione locali, tra le vittime ci sarebbe anche l’imam di una delle due moschee: Al-Murtada bin Zayd al-Muhatwari.

Il bilancio definitivo dei due attentati, però, potrebbe essere ancora più pesante. I terroristi, infatti, hanno scelto di colpire le moschee in un momento di massima affluenza dei fedeli. Secondo quanto riporta la rete televisiva Al Jazeera, le esplosioni nella capitale si sarebbero verificate mentre era in corso la preghiera del venerdì.

Le esplosioni, udite a una distanza di circa mezz’ora l’una dall’altra, sarebbero state almeno tre. Sana’a è passata da alcuni giorni sotto il controllo del movimento sciita Houthi.  Oggi si sono verificati altri due attentati anche a Sa’dah, una delle roccaforti del gruppo Houthi, nella parte settentrionale dello Yemen.

Un kamizake avrebbe provocato la morte di due persone. Un altro attentatore è stato fermato prima che si facesse esplodere in una delle moschee della città. Nei giorni scorsi nel Paese, ormai nel caos, si erano registrate altre 12 vittime, nel corso di un conflitto a fuoco avvenuto nella città di Aden, nel Sud dello Yemen. A contendersi il controllo del territorio sono  le milizie dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh, asserragliate nello Yemen meridionale, e l’esercito di Abd-Rabbu Mansour Hadi, l’attuale capo di stato, che controllano il Nord e la capitale. Ieri è stato compiuto un raid aereo anche contro il palazzo di Hadi. La situazione preoccupa la comunità internazionale perché l’ISIS, proprio come avvenuto oggi, potrebbe approfittare dei conflitti interni per prendere il controllo dello Yemen e seminare il terrore.