E’ di almeno 30 morti e 40 feriti il bilancio dell’esplosione avvenuta stamane all’esterno dell’accademia di polizia della capitale yemenita, Sana’a. Lo rendono noto fonti mediche e della sicurezza, spiegando che l’esplosione è avvenuta mentre centinaia di diplomati e cadetti erano in fila per far domanda di accesso all’accademia. Testimoni hanno raccontato che un minibus correva a tutta velocità attorno alle mura dell’edificio poco prima dell’esplosione, avvenuta davanti all’ingresso principale. Dopo la deflagrazione sono stati inoltre uditi colpi d’arma da fuoco. Dalle prime ricostruzioni pare così che un kamikaze, a bordo di un minibus, si sia fatto esplodere nei pressi dell’istituto, provocando una carneficina. Molte delle persone ferite versano in gravi condizioni. Tra le vittime dell’attacco, avvenuto alle 7 del mattino (ora locale), studenti del college, persone che aspettavano in fila di registrarsi per diventare poliziotti e vari passanti. L’attentato non è stato ancora rivendicato, ma branca locale di Al Qaida ha fatto registrare in passato attacchi simili.

Lo Yemen è infatti segnato da un forte instabilità dal 2012. Tanti gli attacchi terroristici, spesso con numerose vittime, portati a segno nell’ultimo periodo. L’ultimo risale proprio al 31 dicembre dello scorso anno, quando ben 33 persone persero la vita in un attacco kamikaze al centro culturale di Ibb, nel sud del paese. Quello odierno è il peggior attentato a Sana’a dal 9 ottobre del 2014, quando un attentatore suicida di al-Qaeda si è fatto esplodere nel mezzo di una riunione dei ribelli sciiti houthi, causando la morte di almeno 47 persone. Dell’11 giugno 2012, invece, l’attacco kamikaze di al-Qaeda contro la stessa accademia di polizia colpita oggi. Allora le vittime furono 21.

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