La Farnesina ha deciso di chiudere temporaneamente l’ambasciata italiana nello Yemen, a Sana’a’, a seguito dell’inasprirsi dei conflitti tra sciiti e sunniti in corso nel Paese, sfociati in un colpo di stato da parte dei ribelli Houthi. A renderlo noto è lo stesso Ministero degli Esteri sul portale Viaggiaresicuri, nato per offrire informazioni e assistenza ai connazionali all’estero.

La Farnesina ha chiesto ai cittadini italiani che si trovano ancora nel Paese di abbandonare temporaneamente lo Yemen, inclusa l’isola di Socotra, per non correre rischi:

Il Paese sta attraversando una fase di elevata instabilità dal punto di vista politico e militare, sfociata negli ultimi giorni in scontri aperti tra Governo e oppositori armati Houthi, in particolare nella capitale Sana’a’. La situazione appare al momento ancora molto fluida.

L’Unità di Crisi della Farnesina ha reso noto che nel Paese il rischio di attentati terroristici e sequestri è molto elevato:

La minaccia terroristica è molto diffusa, esiste l’elevatissimo rischio di attentati contro strutture governative ed obiettivi occidentali, come pure di azioni ostili ai danni di cittadini stranieri, in specie occidentali, da parte di gruppi terroristici di matrice confessionale e di gruppi tribali. Rischio particolarmente alto di sequestri per i cittadini occidentali.

La chiusura dell’ambasciata italiana nello Yemen segue quella di Gran Bretagna, Francia e Germania. I Paesi europei stanno invitando i loro cittadini ad abbandonare il Paese della penisola arabica. Nelle scorse ore anche gli Stati Uniti hanno chiuso la loro ambasciata a Sana’a’. Le autorità americane avrebbero intenzione di chiedere alla Turchia o all’Algeria di curare gli interessi americani nel Paese. L’ambasciatore Matthew H. Tueller già oggi avrebbe lasciato la capitale.

Intanto a Sana’a’ gli scontri tra i ribelli e l’esercito proseguono. Il teatro principale degli scontri è il palazzo presidenziale, occupato dagli oppositori Houthi, ma nei giorni scorsi anche l’università è stata terreno di guerriglia. Le Nazioni Unite hanno inviato una delegazione nel Paese per cercare una risoluzione pacifica alla crisi, trovando un punto d’incontro tra le diverse fazioni politiche.