Provate ad immaginare una bolla di sapone che prende vita in una lampada: avete mai pensato cosa significa illuminare dall’interno una bolla di sapone? Sarebbe un gioco di colori luminosi, attraverso una superficie quasi inesistente. Ma questa luce ha un qualcosa di nordico, sopratutto nella sua soave lucentezza bianca con sfumature pastello, ma mai troppo invasiva.

Foscarini ci regala questa emozione, e dalle sapienti mani del duo Anderssen&Voll nasce Yoko.

Yoko by Foscarini, è concepita come una bolla di sapone, all’interno della quale si incunea il vero corpo luminoso, così da creare la lampada. Un vero gioco di corpi che si intersecano senza mai dare un vero effetto di unione. Infatti, la bolla di vetro ricorda molto nell’incontrare il corpo luminoso, l’attimo prima dello scoppio di una bolla di sapone, nell’incontrare un qualsivoglia oggetto.

L’equilibrio dei due corpi è così forte, da generare nell’osservatore un qualcosa di poetico ma allo stesso tempo tecnologico. Altro aspetto molto interessante, è la totale assenza di un sostegno alla stessa lampada. E’ il corpo luminoso intersecato alla bolla di polimetimetacrilato, che sostiene entrambi i corpi.

La luce è bianca e freddamente nordica: non a caso rispecchia a pieno i due progettisti. E non a caso mentre mi abbandono alla descrizione di questo bel pezzo di desing, mi faccio cullare dalle note dei King of Convenience.

Il nome ha pure una certa assonanza con l’oggetto. Ci dicono infatti i due progettisti che “Il nome Yoko è formato dall’assonanza di due sillabe simili ma non identiche, che riflettono il dialogo tra i due volumi che intersecandosi formano la lampada. Un equilibrio perfetto tra leggerezza e semplicità”. (Qui il video di presentazione di Anderssen&Voll).