Il virus Zika continua a far paura e questa volta l’allarme riguarda direttamente il nostro paese. All’ospedale Lazzaro Spallanzani è infatti stato riscontrato il primo caso a Roma, il nono per quanto riguarda tutta l’Italia, e riguarda un paziente rientrato da poco dal Brasile.

La notizia è destinata ad aumentare la preoccupazione nei confronti del virus Zika anche in Italia. A rendere nota la notizia del primo caso nella Capitale è stato l’ospedale Spallanzani di Roma, sede dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive.

Attraverso un comunicato, l’ospedale ha parlato del caso del primo paziente di Roma contagiato dal virus Zika, una persona tornata nella seconda metà del mese di gennaio da un soggiorno in Brasile: “Al rientro la persona ha manifestato insorgenza di rash cutaneo, senza febbre o altri sintomi. Dopo 2 giorni si è presentata all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani dove è stata visitata. Gli esami virologici specifici per arbovirosi effettuati hanno messo in evidenza la presenza di infezione da Zika virus”.

Lo Spallanzani di Roma ha inoltre messo a disposizione un numero telefonico apposta per chi teme di aver contratto il virus Zika: 0655170362. Al momento la regione d’Italia che è stata maggiormente colpita dal virus Zika è il Veneto, con 4 casi riscontrati fino ad ora.

L’assessore alla Sanità Luca Coletto, per evitare di creare allarmismi, ha comunque tenuto a rassicurare: “Non c’è motivo di allarme perché Zika è monitorato in Veneto dal 2010, con Chijkungunya e Dengue, sia negli umani che nelle zanzare che ne sono i vettori, poi perché, se si presenta, siamo in grado di curarlo efficacemente”.

Luca Coletto ha quindi aggiunto: “Le precauzioni, a cominciare dall’informarsi bene prima di fare un viaggio nelle aree di maggior diffusione sono invece necessarie e sono bene indicate nel documento emesso il 23 dicembre 2015 dal Comitato Europeo per la Sicurezza Sanitaria (Health Security Committee) e riproposto in una circolare ministeriale per la prevenzione. Devono fare attenzione in particolare le donne in gravidanza, i bambini piccoli e le persone che soffrono di disturbi del sistema immunitario”.