Con l’aggettivo zotico si è soliti riferirsi a persone dal carattere ruvido e dai modo grossolani o apertamente sgarbati. Uno zotico è dunque un uomo burbero, poco colto, spesso sgarbato e tendenzialmente volgare o scurrile. In senso figurato, l’ aggettivo viene tuttavia utilizzato (spesso con l’accrescitivo ‘zoticone’) in riferimento a persone semplici, avvezze alla vita di campagna, poco colte e dai modi poco raffinati o eleganti.

A seconda delle diverse accezioni con cui viene utilizzato il termine, sinonimi di zotico possono quindi essere considerati: maleducato, villano, screanzato, sguaiato, cafone, burino, becero, bifolco, buzzurro, rozzo, scortese, sgarbato, volgare, scurrile, ignorante e incolto, ma anche campagnolo, rustico, grossolano, primitivo, schietto, goffo, inesperto, rude, ruvido, inelegante e sgraziato. Contrari sono invece: educato, gentile, cortese, cordiale e gentiluomo.

L’ etimologia dell’ aggettivo zotico è invece ancora piuttosto dibattuta. Generalmente viene fatta risalire alla forma latina ‘(i)diotĭcus’, ovvero ‘ignorante, incolto’; a sua volta derivata dal greco ‘idiōtikós’, da ‘idiṓtēs’ = ‘idiota’. Quando utilizzato come nome proprio di persona, l’etimologia di Zotico viene invece ricondotta al latino ‘Zoticus’, a sua volta derivato dal greco antico ‘Zotikos’, che significa “pieno di vita”, “vitale”. Nella storia ricordiamo ad esempio Aurelio Avito Zotico, famoso amante del giovane imperatore romano Eliogabalo; san Zotico martire a Tivoli; san Zotico vescovo di Comana di Armenia e san Zotico soldato e martire a Nicomedia.