Con il sostantivo maschile zufolio si definisce una specie di sibilo o fischiettio prolungato, insistente e quasi fastidioso. Il termine deriva infatti dal verbo zufolare, a sua volta riferito all’ azione di suonare lo zufolo, strumento a fiato tradizionale, utilizzato da contadini o pastori e caratterizzato da un suono stridulo, acuto e nasale; un po’ ‘stonato’, insomma, assimilabile a quello di pifferi e fischietti. Con la parola zufolio (spesso anche nella variante regionale sufolio) ci si riferisce quindi ad uno zufolare prolungato e insistente. Sinonimi del termine possono di conseguenza essere considerati sibilo e fischiettio. Esempi di utilizzo del vocabolo sono invece costituiti dalle frasi: “Dalla valle veniva sul vento un malinconico zufolio” e “All’ orizzonte, pullulò un sordo sufolìo, come il verso glaciale d ’un oboe”. Proprio a causa della natura insistente e stridula del suono prodotto dallo zufolo, spesso si usa inoltre il termine zufolio per riferirsi al fastidioso ronzio che talvolta capita di avverte nelle orecchie dopo l’ esposizione a suoni molto forti, o a causa di infezioni dell’ orecchio e pressione sanguigna troppo alta (si parlerà in questo caso di acufeni).