Il 26 giugno si celebra la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga. Indetta dall’Assemblea Generale nel 1987, la manifestazione si prefigge lo scopo di ricordare l’obiettivo comune a tutti gli stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga.

L’ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) sceglie ogni anno i temi della Giornata e lancia campagne di sensibilizzazione sul problema mondiale della droga. La campagna pone l’accento soprattutto sulle droghe poste sotto controllo internazionale, riportate nei tre trattati multilaterali, che costituiscono la spina dorsale del sistema internazionale di controllo della droga. Tra queste anfetamine, cocaina, cannabis, allucinogeni, oppiacei e sedativi ipnotici.

L’UNODC si rivolge soprattutto ai giovani che spesso ricercano gli “effetti da sballo” delle droghe, senza essere consapevoli dei molti “effetti collaterali” derivanti. La campagna internazionale vuole offrire loro strumenti adeguati per informarsi sui rischi per la salute associati al consumo di droghe. Infatti, secondo uno studio effettuato da Dipartimento Politiche Antidroga (Dpa) i dati sull’uso di sostanze stupefacenti fra gli adolescenti italiani sono allarmanti. Uno studente su 4 tra i 15 e i 19 anni ha sperimentato il consumo di cannabis. Tra i maschi, le prevalenze di consumo passano dal 7,8% dei 15enni al 33,9% dei 19enni, mentre tra le studentesse si passa rispettivamente dal 4,8% al 20%. Un ragazzo su 3 e 1 ragazza su 5  riferisce di aver utilizzato cannabis più assiduamente, 20 o più volte negli ultimi dodici mesi. Uno studente su 33 riferisce di aver assunto cocaina almeno una volta nella vita e 1 su 47 dichiara di aver consumato la sostanza nel corso dell’ultimo anno. Un ragazzo su 47 riferisce di aver provato sostanze stimolanti (amfetamine, ecstasy, ecc.) almeno una volta nella vita, mentre 1 su 77 le ha utilizzate nel corso dell’ultimo anno.

Per affrontare  il fenomeno, secondo il Dipartimento antidroga, bisogna spiegare ai ragazzi i rischi connessi all’uso di queste sostanze prima che incontrino l’occasione di provarle. E’ necessario cominciare la sensibilizzazione in giovanissima età, partendo dai bambini tra i 6 e gli 11 anni, affinché a 15 anni non si trasformino in nuovi consumatori di alcol e droga. A tal scopo il Dipartimento Politiche Antidroga (Dpa), l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e l Movimento italiano genitori (Moige) ha organizzato una campagna informativa itinerante dal titolo “Elementare, ma non troppo…”. Un progetto di durata biennale che coinvolgerà 7 regioni: Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Campania. Il target sarà di 50 scuole elementari sparse sul territorio, dove sarà possibile incontrare circa 15.000 bambini, 30.000 genitori e 2.000 insegnanti. In ciascuna scuola verrà realizzato un open day che consentirà ai bambini di essere coinvolti in attività ludiche ideate per veicolare informazioni sull’uso delle droghe. I genitori e gli insegnanti saranno invece coinvolti in incontri serali sui temi della campagna.

Più in generale, circa 200 milioni di persone nel mondo assumono droghe almeno una volta all’anno. Di questi, 25 milioni sono considerati tossicodipendenti e ogni anno 200.000 persone muoiono per cause correlate all’uso droga.

Lo scorso 28 maggio il Dpa ha presentato la relazione annuale europea sulla droga. Risulta che in Europa circa 85 milioni di persone adulte (corrispondenti al 25% degli adulti) hanno fatto uso nel corso della vita di sostanze illecite: la cannabis ed i derivati appaiono tra le sostanze più largamente consumate e sequestrate secondo i dati riferiti all’anno 2011. La quantità di sostanza sequestrata risulta in queste percentuali: foglie di cannabis 41%; resina di cannabis 36%; cocaina e crack 10%; eroina 4%; amfetamina 4%; piante di cannabis 3%; ecstasy 1%; metamfetamina 1%. Di fatto, quindi, la cannabis rappresenterebbe nel complesso circa l’80% del consumo di sostanze tra la popolazione europea.

Il dato confortante è che la quantità di eroina sequestrata nel 2011 è il più basso negli ultimi 10 anni, pari circa alla metà del 2001. La diffusione delle amfetamine sembra in calo, dopo un periodo di tendenziale crescita negli anni precedenti. La diffusione dell’ecstasy è in costante riduzione a partire dal 2007 dopo avere raggiunto il suo massimo nel 2002.

La cattiva notizia, ovvero il dato preoccupante, è che solo in Italia sono state immesse sul mercato clandestino 73 nuove sostanze psicoattive tra cannabinoidi sintetici e sostanze chimiche di varia natura: si tratta di sostanze illegali e quindi, per definizione, non controllate, la cui potenzialità di danno alla salute risulta non prevedibile, né controllabile. La sfida numero per l’Unocd (il Dipartimento delle Nazioni Unite contro le Droghe e il Crimine) uno sono quindi le NPS, sostanze psicoattive “nuove” non perché necessariamente di ultima generazione, ma perché entrate sul mercato da poco e non ancora inserite nei tabellari delle sostanze illegali della Convention on Psychotropic Substances del 1971.

Ma per molte nuove droghe che invadono il mercato, complice il trend del policonsumo, le più utilizzate restano cocaina, eroina e cannabis, aumentata del 2% tra i più giovani. In calo invece i consumi di cocaina tanto che i sequestri nell’UE sono passati dai 100mila del 2008 agli 86mila del 2011, un calo stimato al 9% anche a Roma e Napoli, le capitali italiane della polvere bianca.

Dietro queste cifre si cela un commercio illegale che fattura miliardi di euro. Secondo il Libro Bianco del Consiglio Italiano delle Scienze Sociali, solo in Italia le stime prudenziali del fatturato del mercato della droga si aggirano oggi sui 24 miliardi di euro annui, praticamente pari all’ultima legge finanziaria nazionale.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi fenomeni, la data del 26 giugno è stata proclamata Giornata internazionale contro il consumo e il traffico di droga. Un appuntamento reso quest’anno più “delicato” dalle recenti dichiarazioni della Commissione globale per le politiche sulla droga: “Cinquant’anni di guerra alla droga hanno fallito e all’Onu non resta che prenderne atto. Dicendo basta alla criminalizzazione e trattando l’emergenza mondiale per quello che è: una questione sanitaria“, ha detto l’ex presidente delle Nazioni Unite Kofi Annan, suo prestigioso membro.

Non sarebbe dunque l’approccio repressivo ma solo quello sanitario a produrre miglioramenti tangibili. A dimostrarlo casi come quello del Portogallo, dei Paesi Bassi, e di una provincia australiana dove, combinando trattamenti medici e politiche di liberalizzazione e controllo, si è riusciti ad abbassare di molto i consumi di sostanze stupefacenti. L’Olanda per esempio, grazie a politiche sanitarie mirate, ha il più basso consumo di eroina nell’Europa dei quindici; dai 30.000 consumatori del 2001 si è scesi ai 18.000 del 2008.

Per quanto riguarda l’Italia, una recente ricerca di GfkEurisko e Federserd – associazioni che riuniscono e rappresentano gli operatori dei 564 Serd nazionali – rivela come la qualità media della vita di un tossicodipendente sia migliorata negli anni, grazie a nuovi tipi di trattamento: l’80% dei pazienti apprezza l’integrazione tra terapia farmacologica e sostegno psico-sociale, perché “permette di condurre una vita normale e stabile”. Il 50% dei pazienti oggi in cura presso i Serd (Servizi per le dipendenze) lavora, ha un titolo di studio superiore e una famiglia. «Oggi il consumo di droghe fa parte della più generale cultura dell’eccesso e molti di quelli che consumano droghe sono integrati nella società. Nei Serd non ci occupiamo più di emarginati ma di malati. E, con 100.000 pazienti in cura, sottraiamo ai trafficanti un miliardo e 700.000 euro all’anno.» ha detto Pietro D’Egidio, segretario nazionale di Federserd.

“Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie. Chi compra droga finanzia le mafie, le loro violenze e il terrorismo”: questo lo slogan lanciato dal DPA. Un progetto di comunicazione il cui obiettivo principale – spiega una nota ufficiale – è quello di “creare una forte consapevolezza, soprattutto nei giovani, sul fatto che rifiutare l’uso di droghe e, quindi, il loro acquisto significa prima di tutto rispettare se stessi, ma anche la legalità, impedendo finanziamenti illeciti alle mafie e al terrorismo”. Vivere nella legalità“, sottolinea Giovanni Serpelloni,  Capo del DPA “e, ancora prima, nel principio dell’onestà e della coerenza dei propri comportamenti, lontano e contro tutte le organizzazioni mafiose, è un messaggio che le giovani generazioni dovrebbero sempre tenere ben presente..

Tutti i giovani“ ha concluso Serpelloni, “devono credere nella possibilità di costruire un mondo libero dalle droghe e dalle mafie e devono lottare contro queste organizzazioni criminali esprimendo prima di tutto un comportamento individuale di legalità, di lontananza totale da queste organizzazioni e di rispetto della propria salute fisica, mentale e sociale”.

L’UNODC, ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, incoraggia quindi ciascuno di noi e le istituzioni ad impegnarsi e dare il proprio contributo in questa campagna a tutela della salute.

Per l’occasione, domani 26 giugno, i ragazzi di San Patrignano, diretti dal regista Francesco Apolloni, saranno in scena a Roma con uno spettacolo per dire basta alle droghe. L’appuntamento è alle ore 21.00 alla Casa del Jazz in Viale di Porta Ardeatina 55, con “Ragazzi Permale”, uno spettacolo teatrale per la prevenzione alla tossicodipendenza e al disagio giovanile. A metà tra talk show e rappresentazione teatrale, “Ragazzi Permale” porta sul palco le storie di Lando e Marco, ormai al termine del loro percorso all’interno della comunità. Saranno loro a raccontare le motivazioni che li hanno spinti ad assumere sostanze stupefacenti e le difficoltà incontrate per smettere, in un percorso narrativo arricchito da musica, videoclip e riferimenti letterari. Lo spettacolo è ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria da inviare a info@wefree.it.