Si chiama Davide, ha 30 anni, l’uomo condannato a 9 anni per aver accoltellato Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura e dell’ex calciatore Stefano. Adesso il giovane, che si trova ai domiciliari, ha deciso di scrivere una lettera sostenendo di aver compreso tutti gli sbagli commessi  e dunque di essere determinato a seguire un programma che lo aiuti a uscire dalla tossicodipendenza che lo avrebbe portato ad azioni come quella commessa mesi fa.

Il Gup ha chiarito che il 20enne non sarebbe stato aggredito in quanto “figlio di Bettarini” dal momento che nessuno degli aggressori sembra che lo conoscesse. Il pm, invece, aveva parlato di “motivi abietti (in quanto discriminatori) e futili quali essere ‘il figlio di Bettarini’”. Il giudice, dunque, non ha riconosciuto l’aggravante dei motivi discriminatori:

Nel corso dell’indagine vi sono stati solo isolati riferimenti al fatto che qualcuno avesse gridato che il giovane era il ‘figlio di Bettarini’ e forse proprio per tale ragione andasse appunto colpito.

Fondamentale è stata la testimonianza del tassista su cui erano saliti due degli aggressori subito dopo il fatto. L’uomo avrebbe attivato subito il sistema di ripresa audio e video interno così da aiutare le indagini.

A partecipare al pestaggio ci sarebbero stati 8-9 uomini ma soltanto 4 sono stati condannati: altri sarebbero riusciti a farla franca (alcuni di loro risultano gravemente sospettati).