La crisi di governo pare risolversi con un sempre più probabile esecutivo Pd-M5s, continuano i colloqui ma il nodo resta sulla figura di Conte premier. Oggi è l’ultimo giorno di  trattative tra M5s e Pd prima della scadenza imposta da Mattarella e al momento la cosa più complessa da sciogliere è il nome del premier alla guida di questo nuovo governo giallo-rosso.

Se i pentastellati chiedono di rinnovare l’incarico a Giuseppe Conte, i dem chiedono un nome nuovo che sia in discontinuità con l’esperienza precedente. Nella sede del Nazzareno intanto continuano i tavoli programmatici per delineare i principali punti del nuovo programma. il segretario Pd, Nicola Zingaretti, vi Twitter scirve: “Noi siamo pronti a fare la nostra parte per un governo nuovo e di svolta, anzi la stiamo facendo mettendo a disposizione le nostre idee. Ma occorre un confronto, non siamo disponibili ad essere presi in giro o solo ad accettare diktat o niet via Twitter. Non è cosi che si governa un grande Paese”.

Non è ancora ufficialmente spento neanche il “forno” M5s con la Lega, tanto che circolano rumours del Carroccio su un possibile incontro tra i vertici dei due partiti. Rapida la smentita dei 5stelle con il deputato Gallo che afferma: “il discorso è chiuso per una volontà molto forte espressa dall’assemblea dei parlamentari”. 

Lunedì sera si attende di sapere dalle forze politiche qual è il risultato del loro confronto: su queste indicazioni verrà disegnato il calendario delle consultazioni. Che potrà quindi essere più o meno rapido. Mattarella attende ancora di sapere se c’è una maggioranza in Parlamento in grado di formare un nuovo governo.

Dal centrodestra si continua a chiedere il voto subito, un’ipotesi che continua ad esistere nei piani di tutti i partiti se non si trovasse un accordo. E se per Conte il prossimo futuro fosse quello di commissario europeo?