Il salvataggio di Alitalia traballa e ad alimentare l’instabilità è Atlantia che minaccia di uscire dal progetto se il governo non garantisce su Autostrade. Il gruppo industriale infatti ha aperto due dossier sul tavolo del governo, il primo quello riguardante la revoca delle concessioni autostradali e il secondo quello di protagonista – per volere degli americani di Delta che senza il gruppo dei Benetton non avrebbero partecipato alla newco – del salvataggio della compagnia di bandiera.

Pare che Atlantia abbia scritto al viceministro Patuanelli bocciando la bozza del piano di rilancio di Alitalia chiedendo modifiche per poter proseguire nell’operazione. La mossa avrebbe messo in forte crisi il governo con un summit politico tra tutti i ministeri competenti.

La richiesta spiazza tutti: senza un intervento del governo, Atlantia potrebbe addirittura tirarsi fuori dalla partita, con effetti potenzialmente letali per il buon esito del salvataggio. La cordata tra Atlantia, Fs, Delta e Mef sembrava ormai cosa fatta, ma le frizioni tra futuri azionisti, soprattutto al di qua e al di là dell’Atlantico, stanno portando ad un rimescolamento delle carte, rischioso per la sopravvivenza stessa della compagine.

Finora, secondo quanto si apprende, Atlantia ha sempre partecipato ai tavoli di lavoro sul piano industriale per mettere a punto flotta, esuberi e rotte. Nonostante gli obiettivi di partenza non siano gli stessi di Delta, e nonostante il tira e molla sulla stessa quota della compagnia americana, indisponibile a salire dal 10% oltre il tetto del 12%, il confronto sembra essere andato sempre avanti nell’ambito di normali meccanismi di negoziazione. “L’operazione trasparenza”, come la definisce il gruppo, emersa nelle ultime ore appare dunque come un fulmine a ciel sereno, o quanto meno come un estremo tentativo di ottenere il massimo possibile entro la scadenza del 15 ottobre.

Il governo riceve così una prima scossa, dovrà decidere politicamente come comportarsi con Atlantia visto che nel Def si accenna alla revisione delle concessioni ma nessuno si è ancora esposto ufficialmente.