Una notte lunghissima ma l’incubo e la paura dell’ISIS è finito. È atterrato a Roma il piccolo Alvin, il bambino di origine albanese portato in Siria dalla mamma arruolata nell’esercito dell’Isis. Il piccolo, la cui madre sarebbe morta in un’esplosione, era finito poi nel campo profughi di Al Hol, a nord est della Siria, dove è stato ritrovato. Con un aereo di linea Alitalia da Beirut è tornato a casa, accompagnato dagli operatori di mezza luna rossa e dallo Scip della Polizia. È sceso dall’aereo sorridente e sereno, vestito come tutti i ragazzini della sua età: jeans, giubbotto blu ed un cappellino rosso.

Appena varcata la soglia dello scalo romano ha trovato ad accoglierlo il padre e le due sorelle: un abbraccio liberatorio ha sancito la fine di questa storia.

Maria Josè Falcicchia, dirigente dello Scip e tra le persone andate in Siria a riprendere il bambino, ha raccontato i giorni del suo ritrovamento in Siria: ”Quando è stato recuperato Alvin, nel campo profughi in cui si trovava c’erano 70 mila persone, non è stato facile, ma è stato accolto come un principino. All’inizio il piccolo, che non parla più italiano perché lo ha dimenticato, ma solo l’arabo e un po’ l’albanese era guardingo, ma ha sempre sorriso, sta bene”.

Il premier Giuseppe Conte ha dato il bentornato a casa al piccolo Alvin in una nota dove si legge:

“Il ritorno a casa del bambino è una di quelle notizie che ti riempiono il cuore. Il piccolo albanese, da anni in un campo profughi in Siria, nelle prossime ore potrà finalmente essere riabbracciato dal padre che lo attende in Italia. Per questo rivolgo un sentito ringraziamento a tutte le autorità italiane e albanesi, alle organizzazioni umanitarie, a quanti hanno collaborato per questa operazione complessa, in un teatro difficile come quello siriano. Un grazie anche a quei media che hanno acceso i riflettori sulla storia del piccolo. Il Governo italiano ha fatto tutto il possibile per la sua liberazione. Ho seguito personalmente l’evolversi della vicenda, costantemente informato e in contatto con il primo ministro albanese Edi Rama. Uno straordinario successo non solo della diplomazia ma soprattutto della cooperazione internazionale, grazie al prezioso ruolo svolto dalla Croce Rossa italiana e Mezzaluna Rossa e all’intervento determinante di reparti speciali di polizia e carabinieri. Il peggio per lui è ormai alle spalle, tra poche ore sarà libero. Libero di poter vivere la sua infanzia, di poter tornare a giocare, di immaginare e costruire il proprio futuro. Senza costrizioni e lontano dalle bombe dalle guerre, dai fanatismi”

Alvin dalla Siria in Italia: l’abbraccio con le sorelle e il papà VIDEO