La questione di amnistia e indulto per alleggerire il sovraffollamento carcerario ruota inevitabilmente alla figura di Silvio Berlusconi, sebbene il problema sia generale. Visto che la costruzione di nuovi carceri non è cosa che possa accadere in pochi mesi, e a maggio scade il termine imposto all’Italia dalla Corte di giustizia europea per evitare sanzioni, l’unico modo rapido per tamponare la situazione è appunto l’ennesimo provvedimento di clemenza generalizzato. Ma a fare da punto di discordia è se anche il Cavaliere (foto by InfoPhoto) possa beneficiarne; tecnicamente, se anche il reato per il quale lui è stato condannato, la frode fiscale, rientri in tali termini.

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri pochi giorni fa ha detto: “Non penso proprio“. Ora un altro ministro, Gaetano Quagliariello, del Pdl, sostiene il contrario: “Se ci sarà una legge su amnistia e indulto dovrà essere applicata a tutti i cittadini, Berlusconi compreso“. Lo ha dichiarato in un’intervista a Radio 24, il 14 ottobre. Quagliariello ha aggiunto: “Credo che Cancellieri sia stata fraintesa, le sue parole sono state male interpretate. Penso che nessuno possa ritenere che una legge possa non essere applicata a un solo cittadino“.