Andrea ha 32 anni e, a causa di una meningite, ha perso le gambe (entrambe amputate). Nonostante le difficoltà e la malattia, ha deciso di scalare l’Everest. Prima però andrà in Ecuador, sul vulcano Chimborazo, dove inizierà a riscaldarsi. La vera e propria scalata comincerà in estate, tra agosto e settembre e, se tutto andrà bene, come scrive il Corriere.it, sarà il primo uomo con gambe e dita delle mani amputate a scalare l’Everest: “Forse toccherò il cielo con l’unico dito che mi è rimasto” ha scherzato.

A gennaio 2015 è cominciato il suo incubo, quando è stato colpito dalla meningite:

Credevo che fosse un’influenza. Mi sono svegliato alle 5 del mattino infreddolito e con un po’ di febbre e ho pensato che il virus mi aveva morsicato. E invece… Sono arrivato al pronto soccorso paralizzato, come in stand-by, poi sono svenuto.

Poi è arrivata l’amputazione:

Quando mi sono svegliato non c’è stato bisogno che mi spiegassero che cosa mi era capitato. Ho guardato le mie mani, ho sentito l’assenza dei miei piedi. Però non ho mai pensato di cambiare la mia vita. Anzi dentro di me si è scatenata una volontà irrefrenabile. Volevo tornare a scalare le montagne e a correre.

Infine la riabilitazione e le protesi: Andrea non si è mai perso d’animo. Ora la grande sfida:

Se ci riuscirò sarà un record mondiale. Impresa difficilissima perché la fatica per uno come me è moltiplicata. Le protesi sotto sforzo fanno male, alcuni muscoli non esistono più, l’agilità è in parte compromessa.