Android, il sistema operativo più usato al mondo sugli smartphone, perde la sua testa. Si è infatti dimesso Andy Rubin, il creatore del colosso che lascia il suo posto a Sundar Pichai, capo dei browser e degli applicativi Google. Un cambio della guardia inatteso ai vertici di Google, anche se al momento non si hanno notizie sulle motivazioni che hanno spinto Rubin al passo indietro.

Rubin, rampante 50enne, è colui che, di fatto, ha reso Android la piattaforma più usata al mondo sugli smartphone di tutto il pianeta. Da Google, per bocca dell’amministratore delegato Larry Page, fanno sapere che la decisione è stata presa dallo stesso Rubin, che anche se ha lasciato l’incarico resterà all’interno del colosso di Mountain View, come ha scritto lo stesso su Twitter. Al suo posto Sundar Pichai, capo dei browser e degli applicativi Google: “Dopo essere andato al di là dei più ambiziosi obiettivi che sognavamo per Android, Andy ha deciso che è il momento di passare le redini e aprire un nuovo capitolo in Google”, ha detto Larry Page tramite una nota ufficiale.

Una mossa che potrebbe di fatto confermare tutte quelle voci che vorrebbero Chrome come naturale sostituto di Android da qui a breve. Anche perché sono stati gli stessi dirigenti di Google a non aver escluso la possibilità che i due sistemi operativi, nel giro di un paio d’anni, possano fondersi assieme.

Il lavoro di Rubin e del suo team sullo sviluppo e la diffusione degli applicativi per smartphone è considerato da tutti come rivoluzionario. Le caratteristiche di Android rispecchiano molto quelle dell’iPhone, uscito un anno prima sul mercato. Ma è il modo in cui il sistema operativo è distribuito che è decisamente diverso: Rubin ha costruito Android come una open source, un software che può essere facilmente modificato da altri sviluppatori. L’opposto dell’iPhone.