Dal 5 aprile all’8 settembre 2013 Andy Warhol sarà protagonista al Museo del Novecento con un’esposizione che ripercorre l’opera grafica dell’indiscusso maestro della Pop Art.

La mostra Andy Warhol Stardust, curata da Laura Calvi e precedentemente allestita nelle sale della Dulwich Picture Gallery di Londra, ripercorre l’opera del celebre artista statunitense dalle famose “Campbell’s Soup”, che rappresentano i barattoli delle zuppe prodotte dalla nota industria conserviera americana, passando per Grapes, Space fruits e Flowers fino alla serie Myths che raffigura i protagonisti del XX secolo, divenuti vere e proprie icone. Tra i soggetti di Warhol spiccano Marylin Monroe, Albert Einstein, Freud e Topolino. Non mancano neanche le stampe di Superman, delle drag queen della New York mondana e Babbo Natale, rappresentante della cultura e delle leggende popolari. “Polvere di stelle”, questa la definizione nell’evocativo titolo per l’incredibile capacità di Warhol di creare icone scintillanti e immortali. Ritratti che, all’inizio degli anni Settanta, Warhol mette a punto con una procedura standard: con una Polaroid Big Shot realizza circa 60 scatti del soggetto, ne seleziona 4, uno viene stampato, rielaborato, ingrandito e serigrafato. Spesso con polvere di diamante.

In un percorso dall’impianto spiccatamente narrativo, la mostra si concentra sulla produzione seriale realizzata dall’artista e dai suoi assistenti, alla mitica Factory, di cui Warhol era fondatore, un luogo in cui giovani artisti newyorkesi potevano trovare uno spazio collettivo per creare. Sono opere espressamente concepite per essere vendute, ma ugualmente curate e rifinite con grande attenzione. La sua arte era, e continua ad essere, una provocazione: per la Pop Art l’arte doveva essere infatti “consumata” come un qualsiasi altro prodotto commerciale. La ripetizione era il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori. Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi (famose le sue bottiglie di Coca Cola) o immagini d’impatto come incidenti stradali o sedie elettriche, riusciva a svuotarle di ogni significato proprio attraverso la ripetizione dell’immagine su vasta scala.

Una mostra che è l’occasione per rivedere e riscoprire alcune tappe salienti della produzione artistica di Warhol, lungo tutto il secondo dopoguerra, attraverso la collezione di Bank of America, main sponsor del Museo del Novecento. Contemporaneamente a quella dedicata a Warhol, il Museo propone anche la mostra Arimortis che, incentrata sul tema della smisuratezza, propone capricci frutto di una ricerca artistica sospesa fra l’art brut e la folk art e le opere parte della donazione Spagna Bellora.