Non ce l’ha fatta Antonio Megalizzi, il 28enne ucciso dal killer di Strasburgo: le sue condizioni sono apparse disperate fin da subito anche se una comunicazione da parte dei francesi – almeno inizialmente – aveva lasciato intendere che fosse stato ferito solo lievemente. Nella notte, subito dopo l’attentato, si è intuito che in realtà Antonio stesse lottando tra la vita e la morte. 

Antonio è la quarta vittima della strage dell’11 dicembre ai mercatini di Natale di Strasburgo: è stato raggiunto da un proiettile alla base del cranio, arrivando a pochi millimetri dal midollo spinale. Per questo motivo era stato dichiarato inoperabile. L’eurodeputato Borghezio, che aveva raggiunto i familiari in ospedale, aveva spiegato ai cronisti di aver incontrato la mamma secondo cui “per Antonio non c’era più speranza”. E così è stato.

Le due amiche che si trovavano con lui, a Repubblica, avevano spiegato:

Stavamo camminando tutti e tre insieme a pochi passi dalla cattedrale di Notre Dame, quando ho sentito dei colpi secchi. Mi sono girata. Ho visto un uomo che sparava, era vicino a noi. Si era appoggiato al muro, e ci aveva puntato la pistola alla testa. Le persone fuggivano. Anche noi abbiamo cominciato a scappare e ci siamo rifugiate in un bar. Solamente allora Clara ed io ci siamo accorte che Antonio non c’era più, probabilmente era caduto e l’avevamo perso.

Megalizzi era un giornalista volontario di una web radio: poco prima dell’attentato era stato al Parlamento Europeo per un’intervista.