“Li conoscevo da un mese, una sera mi hanno scritto ‘andiamo a sfottere il pazzo’, così siamo andati fino a casa e uno di loro ha iniziato a prendere a calci la porta fino a sfondarla. Dal nulla ha iniziato a tirargli schiaffi sul viso e dei calci alle gambe”, queste le parole di uno degli otto ragazzi fermati con l’accusa di aver aggredito Antonio Cosimo Stano, l’anziano di Manduria, abbandonato da tutti e costretto a rinchiudersi in casa col timore che un gruppo di bulli potesse fargli del male (fino al suo decesso sul quale bisogna fare chiarezza).

Dichiarazioni che sono trapelate nel corso dell’ultima puntata di “Pomeriggio Cinque”, il programma condotto su Canale 5 da Barbara d’Urso. Il ragazzo che ha deciso di parlare, di rompere questo muro di omertà, ha aggiunto che avrebbe voluto andarsene:

Gli dicevo di tornare indietro e di fermarsi, io sono rimasto fermo vicino alla macchina, ma loro continuavano.

Il giovane fermato, poi, ha spiegato che il branco sarebbe tornato da Antonio poco tempo dopo:

La settimana dopo siamo tornati, solita scena porta sfondata e calci e schiaffi con lui che urlava e chiedeva aiuto.

Non avrebbe avuto un ruolo centrale nelle violenze poiché, a suo dire, non avrebbe partecipato attivamente ai raid punitivi contro Antonio. Resta da capire come sia possibile che un intero paese non abbia denunciato prima tali episodi, portandoli all’attenzione delle autorità locali.