Semplificazione della normativa europea per consentire alle piccole e medie imprese di accedere più facilmente alle gare.

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non legislativa, che contiene una serie di norme per riformare il settore degli appalti pubblici in attesa delle proposte legislative che la Commissione presenterà a dicembre. I deputati ritengono che le regole europee dovrebbero semplificate per permettere alle piccole e medie imprese di accedere più facilmente alle gare d’appalto e propongono che l’appalto sia assegnato non solo all’offerta più bassa, ma anche alla più innovativa e a miglior impatto ambientale.

Inoltre, il Parlamento propone l’introduzione di un passaporto elettronico che certifichi rapidamente il rispetto delle regole comunitarie da parte dell’impresa in gara. E sempre per semplificare le procedure di assegnazione di un appalto, i deputati suggeriscono l’autocertificazione sul possesso dei requisiti per partecipare all’appalto. La richiesta della documentazione originale da parte delle autorità dovrà essere richiesta solo per le imprese selezionate per la fase finale della gara.

Per quanto riguarda le Pmi, i deputati propongono di suddividere in lotti gli appalti, che dovrebbe garantire alle piccole e medie imprese migliori possibilità di partecipazione alle gare. Questa richiesta è motivata dal fatto che le Pmi ottengono i contratti pubblici in percentuale minore rispetto al loro peso nell’economia europea, In quanto le procedure di accesso agli appalti oggi sono troppo complicate e costose.

I deputati chiedono inoltre alla Commissione di verificare “se per il subappalto siano necessarie nuove norme, ad esempio l’istituzione di una catena di responsabilità” per evitare che le Pmi subappaltatrici siano soggette a condizioni peggiori di quelle applicabili all’impresa principale che si è aggiudicata l’appalto.

I deputati affermano poi che il criterio del “prezzo più basso” non dovrebbe più determinante per l’assegnazione dei contratti e che servirebbero invece criteri che includano l’impatto sociale e ambientale della proposta e l’intero ciclo di produzione del bene o del servizio in appalto.

Secondo il Parlamento, allargare i criteri di selezione e ammettere offerte alternative permetterebbe alle imprese in gara di proporre nuove soluzioni: solo così si arriverebbe all’innovazione anche in questo settore, secondo gli obiettivi del programma Ue 2020.