Musei capitolini di Roma presentano in anteprima mondiale la mostra “Archimede. Arte e scienza dell’invenzione”. L’esposizione, ideata dal Museo Galileo e Museo di Storia della Scienza di Firenze, in collaborazione con l’istituto Max Planck di Berlino, omaggia la figura di Archimede, ingegnere, fisico, matematico e inventore greco vissuto nel III secolo a.c. indagando lo straordinario contributo che le sue invenzioni hanno dato alla conoscenza del mondo antico e dei secoli a venire.

Dalle macchine inventate per difendere la sua amata Siracusa contro l’assedio dei romani, fino ai congegni come l’orologio ad acqua, il planetario meccanico e la vite idraulica, la mostra è articolata in otto sezioni divise in due filoni principali: il primo dedicato al contributo di Archimede alla crescita delle scienze in età ellenistica. Qui i visitatori potranno ammirare modelli funzionanti di congegni e dispositivi, applicazioni multimediali e filmati in 3D che ne visualizzano il funzionamento, consentendo quasi un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio. I trattati di Archimede sono invece il cuore del secondo filone della mostra. Questi codici manoscritti – acquisiti tramite riproduzioni di altissima qualità – contengono le opere dello scienziato siracusano e raccontano gli aspetti più significativi della fortuna di Archimede e del suo mito fino alla riscoperta dei suoi testi da parte degli umanisti del XV secolo e all’uso vantaggioso che ne fecero i protagonisti della Rivoluzione Scientifica.

Un percorso affascinante, arricchito da una selezione di reperti archeologici, che aiuteranno a capire l’ambiente in cui visse e operò Archimede e che accompagnerà il visitatore in questo viaggio a ritroso.

Visitabile fino al 12 gennaio 2014, la mostra offre anche un ricco programma di eventi, conferenze e laboratori didattici: lungo tutto il percorso, ed in particolare nell’ultima sezione dell’esposizione, sono presenti stazioni sperimentali, modelli ed exhibits che coinvolgeranno attivamente visitatori di tutte le età, inoltre, attraverso i laboratori sarà possibile sperimentare alcune delle più significative esperienze archimedee e di effettuare operazioni di calcolo secondo le conoscenze degli antichi.

Infine, ad arricchire ulteriormente il percorso, una galleria di immagini di invenzioni ed oggetti intitolati ad Archimede: lampade, batiscafi, treni, sommergibili e, addirittura, un cratere che porta il suo nome.

Di Archimede tutti hanno certo sentito parlare, spesso per il suo comportamento bizzarro: secondo la leggenda, infatti, correva per le strade di Siracusa gridando “Eureka!”; dicendo di poter sollevare la Terra se gli avessero dato un punto di appoggio. Ma se il suo nome è famosissimo, le sue opere oggi sono spesso conosciute soltanto da pochi specialisti di storia della matematica antica. Archimede, infatti, non scriveva lunghi trattati, ma brevi testi, dove la dimostrazione di molte cose, veniva lasciata al lettore; si occupava di argomenti che nessuno dei matematici greci suoi contemporanei aveva osato affrontare: il volume della sfera e di altri corpi rotondi; l’area compresa fra una parabola e una retta; lo studio della spirale, una curva inventata da lui stesso; l’equilibrio dei corpi appesi e di quelli immersi nell’acqua, ma quello che sappiamo di questa straordinaria personalità è, in realtà, abbastanza poco. Un quadro che rende oggi ancor più straordinaria la mostra a lui dedicata. Le informazioni maggiori si ricavano dagli scritti di Vitruvio, che visse due secoli più tardi, ma la sua vita resta avvolta da un alone di leggenda: gli aneddoti tramandati nei secoli ce lo descrivono sempre preso dalle sue riflessioni, al punto di dimenticarsi di mangiare o di bere, o di mettersi a correre nudo per le strade di Siracusa dopo aver scoperto, durante un bagno, che un corpo immerso nell’acqua riceve una spinta pari al peso del volume di liquido spostato, come celebre è rimasto il momento della sua morte, avvenuta per mano dei soldati di Marcello in occasione della conquista romana della città sicula. Sembra che lo scienziato, impegnato come al solito nello studio, non si sia nemmeno accorto di quello che avveniva attorno a lui e che addirittura, a cospetto di quei soldati che gli intimavano di seguirlo, abbia risposto che non lo avrebbe fatto finché non avesse trovato la soluzione al problema a cui stava lavorando. Un episodio, forse una leggenda, che contribuisce però a dare gloria eterna ad Archimede.