Siete pronti a dire addio all’assegno di mantenimento? Ebbene, ispirandosi al principio della “bigenitorialità perfetta”, questo ddl – approdato in Senato e fortemente voluto dalle associazioni dei padri separati e firmato dal leghista Simone Pillon – potrebbe portare alla cancellazione del temuto assegno di mantenimento che solitamente i padri versano a favore delle ex mogli. E non è finita qui: il ddl prevede anche il doppio domicilio per il minore e introduce l’obbligo della figura del mediatore familiare.

Basta ai “papà ridotti a padri-bancomat o a genitori della domenica”, questo l’obiettivo del ddl Pillon che si fa portavoce dei diritti dei padri separati. In altre parole, sia alla mamma che al papà spetterà la metà del sostentamento della prole anche se nel nostro Paese l’occupazione femminile non supera il 49% (molte donne rinunciano al lavoro per badare ai figli senza contare, poi, che continua ad esserci un “gap” tra gli stipendi degli uomini e quelli delle donne).

La doppia residenza prevede che i figli dovranno trascorrere non meno di 12 giorni al mese in ciascuna delle case, quindi sia con papà che con mamma. Avranno due case, doppio domicilio.

I coniugi – con figli minori a carico – per ottenere la separazione dovranno essere seguiti da un mediatore familiare. Gli incontri saranno a pagamento e non potranno durare più di sei mesi.