Fino al 21 luglio 2013, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospiterà la mostra Empire State. Arte a New York oggi, un titolo che, insieme ad altri più ovvi rimandi, intende evocare “Empire”, fondamentale saggio di Antonio Negri e Michael Hardt  sul capitalismo globale guidato dagli Stati Uniti, nonché la canzone “Empire State of Mind”, coinvolgente inno a New York reso celebre in tutto il mondo da Jay-Z e Alicia Keys.

La mostra, curata da Alex Gartenfeld e Norman Rosenthal, riunisce un gruppo di venticinque artisti di diverse generazioni, attivi nei cinque distretti metropolitani così come nelle aree periferiche ed extraperiferiche della città, per rappresentare la recente scena artistica newyorkese, significativa di un’evoluzione culturale eterogenea, presentando opere che riflettono sullo spazio urbano come mezzo di distribuzione del potere. Una mostra già definita da moltila risposta del XXI secolo al celebre ciclo pittorico The Course of Empire di Thomas Cole”, artista americano nato in Inghilterra, le cui tele, realizzate tra il 1833 e il 1836 raffigurano l’ascesa e il declino di una città immaginaria situata, esattamente come Manhattan, alla foce di un bacino fluviale. Oggi infatti Empire State utilizza allegorie simili per illustrare le trasformazioni socio-economiche degli Stati Uniti e le loro ripercussioni sul ruolo, la fiducia in sé e la distribuzione del potere nella nazione.

Un progetto ambizioso che vuol riflettere sulla capacità degli artisti di re-immaginare la vita urbana, interrogandosi più specificatamente sulla capacità di New York di rappresentare ancora e per eccellenza un luogo di elaborazione di idee. Gli artisti rappresentati in mostra sono infatti radicati nella critica istituzionale, ivi compresi gli studi sul rapporto tra media ed economia, ma allo stesso tempo ricorrono alla tecnologia e all’astrazione per offrire nuovi modelli di soggettività.

Lo spazio urbano è il filo conduttore che rafforza il senso di appartenenza a un luogo, che racchiude una storia artistica relativamente recente. Nel complesso, vigorosi richiami ai capisaldi della Action Painting, della Pop Art di Andy Warhol e di un milieu artistico e letterario gravano su una storia che, sin dalla Seconda Guerra mondiale, ha fatto di New York la metropoli di riferimento di un dialogo interculturale attivo.

Forse però l’aspetto più importante di Empire State Arte a New York oggi sta nel far emergere una genealogia di artisti che dovendo confrontarsi con un mondo dell’arte che assume sempre più una dimensione imprenditoriale e si espande a livello globale, sta attivando una serie di reti in perenne movimento: relazioni, collaborazioni e scambi che vanno al di là delle barriere imposte dalla generazione, dal genere, dall’ottica o dalla tecnica individuale.

Il percorso espositivo offre anche la possibilità a  bambini e ragazzi fino agli 11 anni, di partecipare al Laboratorio d’arte Nella Grande Mela. Giovani artisti che vivono e lavorano a New York ci raccontano una città dove immagini e simboli diventano icone universali. In laboratorio, un percorso nella metropoli delle grandi trasformazioni, per capire come nasce un’idea, per cambiare la prospettiva, rovesciare le situazioni e creare relazioni inedite. Gli occhi degli artisti capovolgono il mondo e ci insegnano a“pensare al contrario”.

Ingresso: intero € 12.50 | ridotto € 10.00