Prestate massima attenzione all’ameba mangia-cervello che, come spiegato dal prof Massimo Andreoni, primario di Malattie Infettive presso l’ospedale PTV di Roma, potrebbe trovarsi persino nelle piscine e nelle acque termali. Il prof ha ricordato – ai microfoni di Radio Cusano Campus – il caso di un ragazzo morto negli Usa per un’infezione al cervello del parassita Naegleria Fowleri, meglio conosciuto come “ameba mangia-cervello”.

Queste le parole del prof Andreoni:

Si parla di batteri che vivono normalmente nelle acque, soprattutto le acque dolci e quelle a temperatura più calda. Sono infezioni abbastanza frequenti nelle piscine dove l’acqua tende ad essere più stagnante e la temperatura è superiore rispetto a quella che troviamo nei laghi e nei fiumi. Sono germi molto, molto comuni. Uso il plurale perché ne esistono di diverse specie, questa nello specifico è correlata con infezioni gravi del sistema nervoso centrale che porta a meningo-encefaliti che causano la morte come nel caso di questo giovane.

Potrebbe trovarsi persino nelle piscine:

La movimentazione dell’acqua, come nel caso delle piscine che simulano le onde, rende ancora più facile il passaggio del germe attraverso il naso fino al cervello. È un evento eccezionale con pochi casi nel mondo, le infezioni comuni che provocano sono quelle che poi non danno luogo a malattia.

O alle terme:

Le acque termali sono quelle più a rischio insieme alle piscine movimentate. Le acque termali ne facilitano la crescita ma le piscine movimentate sono quelle che favoriscono di più la penetrazione del germe. La potenzialità c’è anche se l’evento è poco probabile.

Un batterio che, di fatto, non lascia scampo:

Di solito le amebe danno vita ad infezioni dell’occhio perché sono quelle più diffuse. Comunque l’ameba Naegleria Fowleri si trova nelle acque e con difficoltà arriva al cervello, quando arriva è fulminante. Il tempo di fare la diagnosi spesso non c’è.