È possibile evitare la certificazione per gli immobili in classe G, che abbiano prestazioni energetiche meno efficienti.

Ad esclusione delle regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e la provincia autonoma di Trento, la legge consente un’autocertificazione nel rogito o anche in una dichiarazione allegata a parte che il proprietario deve tramettere alla Regione entro 15 giorni.

Se l’immobile ha una superficie totale al disotto dei mille metri quadri, nell’autocertificazione il proprietario deve dichiarare che l’immobile ha costi molto alti di gestione energetica e che andrebbe classificato in classe G, che è la classe con le prestazioni energetiche meno efficienti.

Si precisa, tuttavia, che l’autocertificazione in classe G ha validità solo in casi particolarissimi, quando, ad esempio, non si fa nessun annuncio pubblicitario di vendita, perché l’immobile viene venduto a un vicino o a un figlio. Si ricordi inoltre che l’autocertificazione non è ammessa dalle direttive europee, per cui è quasi un atto illegittimo.

Ancora da chiarire la questione degli immobili che non hanno impianto di riscaldamento, come le case vacanza e le abitazioni dell’Italia Meridionale: su questi immobili è possibile fare la certificazione energetica, ma non si calcola l’IPE. Per riguarda gli immobili che non hanno impianti termici per la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda sanitaria, non è possibile attualmente determinarne le prestazioni energetiche e l’energia primaria utilizzata dall’edificio.

La Lombardia, in base alla sua normativa regionale, esclude già le unità prive di impianti termici “o di uno dei suoi sottosistemi necessari alla climatizzazione invernale” e considera prive di impianti quelle che sono dotate di stufe, caminetti, radiatori individuali, apparecchi per il riscaldamento ad energia radiante, scaldacqua unifamiliari, purché la somma delle potenze nominali termiche sia contenuta entro 15 kW.

Per quanto riguarda l’obbligo del “Decreto rinnovabili”, ricordiamo che al momento la norma nazionale non prevede sanzioni per chi non rispetta le norme del predetto decreto. Solo in Lombardia sono previste con una legge regionale pesanti multe, da 1.000 a 5.000, a carico del titolare degli annunci (cioè di chi ha inserito l’annuncio, a prescindere del fatto che sia il proprietario dell’immobile).