“We, the people”. Noi, il popolo. Barack Obama (foto by InfoPhoto) è sempre stato un maestro nel trovare slogan efficaci. E questo è il tema conduttore del discorso che il presidente degli Stati Uniti ha pronunciato durante la cerimonia d’insediamento, tenuta oggi al National Mall di Washington (tra il Campidoglio e la Casa Bianca), in cui il presidente ha giurato di servire la Costituzione.

Obama ha ripetuto in continuazione queste tre parole, per introdurre ogni argomento e legarlo al precedente. Il senso del suo discorso è che gli americani oggi devono muoversi insieme, nella stessa direzione, per difendere i propri principi fondamentali e rispondere alle sfide di oggi.

“La libertà è un dono di Dio, ma deve essere garantita da noi, sulla terra” – ha esordito il presidente – “I padri fondatori della Nazione nel 1776 ci hanno dato un governo per le persone e deciso dalle persone”.

Questi sono alcuni dei passi salienti del discorso, durato circa 18 minuti. Meno trionfante di quattro anni fa, ma sempre ispirato.

“Questa Nazione non deve essere basata su mezze libertà. Un mercato libero può prosperare solo se ci sono regole che garantiscono un gioco equo”.

“Noi, il popolo, comprendiamo che il nostro Paese non può avere successo se solo pochi prosperano, mentre molti altri vivono di stenti. L’America prospera quando ogni individuo può trovare indipendenza e orgoglio nel proprio lavoro”.

“Noi, il popolo, abbiamo obblighi nei confronti di noi stessi, ma anche dei posteri. Dobbiamo affrontare la minaccia del cambiamento climatico, l’impatto devastante di siccità, tempeste e uragani. Dobbiamo guidare la transizione verso l’uso di energie pulite, così manterremo la nostra vitalità economica e potremo tutelare il dono che ci ha dato Dio”.

“La verità più evidente è che tutti noi siamo creati uguali. E’ la stella che ha guidato tutti gli uomini e le donne, e ci guida ancora. La nostra libertà individuale è legata in modo totale alla libertà degli altri”.